Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/173: Proroga della legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est · 16 pagine

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2. Le linee direttrici del progetto

2.1 Proseguimento dell'aiuto alla transizione nei Paesi dell'Europa dell'Est e della CSI: interessi della Svizzera

L’enumerazione delle sfide di transizione cui sono ancora confrontati i Paesi dell'Europa dell’Est e della CSI (v. N. 1.1.3) delinea per contrasto gli effetti di un processo incompiuto di transizione: ostacoli alle libertà individuali, manipolazione dei processi elettorali, imprevedibilità e arbitrarietà del clima d'affari, corruzione diffusa, anche nel potere giudiziario, influenza esercitata da gruppi oligarchici, perdita di fiducia dei cittadini nei confronti delle autorità e delle istituzioni, stagnazione economica ed emigrazione su vasta scala. Una situazione che è stata oggetto di sommosse popolari in Ucraina, Kirghizistan, Georgia, Albania e altri Paesi. Il sostegno al consolidamento della democrazia e di un'economia sociale di mercato contribuisce alla sicurezza in Europa e nelle regioni confinanti, che costituisce un interesse vitale anche per la Svizzera. È importante che il cambiamento politico avvenga il più possibile sulla base di meccanismi costituzionali, mediante il voto anziché tramite sommosse, il che è possibile soltanto nel rispetto di un livello minimo di democrazia. Il crimine organizzato, il traffico di droga e la tratta di esseri umani dilaganti in tutta Europa si sviluppano frequentemente dai Paesi e territori in cui prevale il vuoto legale. La promozione dello Stato di diritto nei Paesi in transizione è quindi parte integrante della politica di sicurezza della Svizzera.

Paese profondamente connesso all'Europa e al mondo, la Svizzera contribuisce alla riduzione della povertà e delle diseguaglianze, che sono fonti di tensione, e collabora con i suoi partner della comunità internazionale nella ricerca di soluzioni ai problemi mondiali. Con il suo aiuto alla transizione, così come con il suo impegno nell'ambito dell’OSCE e di altre forme di cooperazione internazionale, la Confederazione agisce conformemente all'articolo 54 capoverso 2 della Costituzione federale che affida alla politica estera, compresa la politica di sviluppo, il compito di contribuire «ad aiutare le popolazioni nel bisogno e a lottare contro la povertà nel mondo, a far rispettare i diritti umani e a promuovere la democrazia, ad assicurare la convivenza pacifica dei popoli nonché a salvaguardare le basi naturali della vita». L’aiuto alla transizione proietta l’immagine positiva di una Svizzera solidale e costruttiva.

Alcuni Paesi destinatari dell'aiuto alla transizione sono situati nel cuore dell'Europa, a poche centinaia di chilometri dalle frontiere svizzere. Molti di essi sono il punto di origine di importanti flussi migratori verso la Svizzera. Sostenendo la creazione di posti di lavoro, sia attraverso un miglioramento delle condizioni quadro sia tramite un sostegno diretto alle piccole e medie imprese, oltre che migliorando le infrastrutture e l'accesso ai servizi nei Paesi d'origine, l'aiuto alla transizione contribuisce a gestire i flussi migratori e si integra pertanto nella politica di migrazione della Svizzera.

Le relazioni economiche tra la Svizzera e i Paesi dell'Europa dell'Est e della CSI sono significative e possiedono un potenziale di sviluppo. Molti di questi Stati sono produttori o zone di transito dell'energia necessaria alla Svizzera. Il contributo al miglioramento delle condizioni economiche di questi Paesi e del clima imprenditoriale sviluppa i mercati di esportazione per i beni e i servizi svizzeri e apre opportunità di investimento. Le imprese e gli uffici tecnici coinvolti nell'esecuzione di progetti per l'aiuto alla transizione hanno la possibilità di dare prova dell'eccellenza svizzera e accedere così a nuove opportunità. L’aiuto alla transizione rafforza la politica economica estera della Svizzera.

Infine, molti dei Paesi dell'Europa dell’Est e della CSI fanno parte dei gruppi di voto portati dalla Svizzera nelle istituzioni finanziarie multilaterali9. Questo permette alla Svizzera di essere rappresentata in importanti organi della governance mondiale quali consigli d’amministrazione, consigli esecutivi ed altri organi del FMI, della Banca Mondiale e della BERS. Il fatto che la Svizzera formi dei gruppi di voto con questi paesi risulta in una certa responsabilità nei loro confronti. L’aiuto alla transizione che la maggior parte di questi Paesi ha ricevuto dalla Confederazione è stato uno dei fattori che li hanno spinti a unirsi al gruppo di voto della Svizzera. L'appartenenza agli stessi gruppi di

9 Fondo monetario internazionale: Azerbaigian, Kazakstan, Kirghizistan, Polonia, Serbia, Tagikistan e Turkmenistan Banca mondiale: Azerbaigian, Kazakstan, Kirghizistan, Uzbekistan, Polonia, Serbia, Tagikistan e Turkmenistan Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo: Montenegro, Serbia, Turkmenistan e Ucraina Fondo mondiale per l'ambiente: Azerbaigian, Kazakstan, Kirghizistan, Uzbekistan, Tagikistan e Turkmenistan