Rapporto esplicativo
Consultazione 2014/173: Proroga della legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est · 16 pagine
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Rapporto esplicativo sul prolungamento della validità della legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est1
1. Origine del progetto
1.1 Contesto: gli Stati dell'Europa dell'Est venticinque anni dopo la caduta del muro di Berlino
1.1.1 La transizione: progressi significativi ma ineguali
Venticinque anni fa, la caduta del muro di Berlino segnava l'inizio di un nuovo capitolo nella storia dell'Europa e del mondo. Milioni di cittadini dei Paesi dell'Est, spinti dalla loro aspirazione alla libertà e al miglioramento delle loro condizioni di vita, abbattevano le barriere ereditate dalla guerra fredda e facevano cadere i regimi basati su un sistema monopartitico e sull’economia pianificata. Nei due anni seguenti, quattordici nuove nazioni accedevano all'indipendenza dopo il crollo dell'Unione sovietica, che ha lasciato posto alla Federazione russa. I Paesi ex socialisti dell'Europa dell'Est, del Caucaso e dell'Asia centrale nonché la Russia intraprendevano il lungo cammino di transizione verso la democrazia pluralista e l’economia di mercato. Per una larga maggioranza delle popolazioni di quelle regioni, la transizione ha apportato, al costo di un considerevole sforzo di adattamento, il beneficio delle libertà individuali e un sensibile miglioramento del livello di vita. In un primo tempo, tuttavia, l'impatto sociale della transizione è stato profondo, poiché si è passati da un sistema in cui tutti fruivano di un posto di lavoro garantito a una situazione di concorrenza in cui numerose imprese poco produttive o inadeguate al mercato sono fallite. È innegabile quindi che alcune categorie sociali, in particolare i pensionati, abbiano sofferto di una contrazione del reddito e del benessere a causa dell'erosione delle pensioni e di altre prestazioni sociali.
Il cammino verso l'economia di mercato e la democrazia è progredito a ritmi molto diversi. In primo luogo, gli Stati dell'Europa dell'Est non partivano dallo stesso livello: fin dagli anni 1960, alcuni di essi, come l'Ungheria e la Polonia, avevano lasciato più spazio ai meccanismi di mercato, mentre altri si attenevano a una rigida pianificazione ancora alla vigilia del crollo del sistema. I programmi di riforma sono stati applicati a ritmi molto variabili: alcuni Stati hanno scelto una terapia choc mentre altri hanno preferito un approccio graduale che talvolta sfiorava l’immobilismo. In alcuni Paesi del Caucaso e dell'Asia centrale (ai quali va aggiunta la Bielorussia), gli uomini al potere nell'era sovietica sono riusciti a consolidare, se non rafforzare, il loro controllo e ad effettuare soltanto cambiamenti di forma alle regole del gioco politico ed economico. Infine, Croazia, Bosnia, Serbia, Kosovo, Ucraina, Armenia, Azerbaigian, Georgia, Caucaso settentrionale e Tagikistan sono stati devastati da conflitti armati interni o con i Paesi confinanti, sottraendo ingenti risorse umane e finanziarie e tempo prezioso al processo di transizione. L'insieme di questi fattori spiega lo scarto crescente che separa i vari gruppi di Paesi in transizione, sia per ciò che riguarda le riforme economiche che il progresso verso una società pluralista e democratica2.
1.1.2 Differenziazione
È opportuno distinguere tre categorie di Paesi per meglio illustrare le sfide che devono affrontare.
Gli undici Stati dell'Europa centrale e dell'Est che sono diventati membri dell'UE nel 2004 (Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia e Slovenia)3, 2007 (Bulgaria e Romania) e 2013 (Croazia) hanno adottato rapidamente i meccanismi dell'economia di mercato e della democrazia parlamentare. La prospettiva dell'integrazione nell'Unione europea ha rappresentato un potente incentivo per l'avviamento di riforme radicali dirette alla creazione e al consolidamento di
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2 Per un bilancio esaustivo della transizione e un'analisi dettagliata delle sfide rimanenti nella regione si rimanda al documento chiave della BERS «Transition Report 2013: Stuck in Transition ? » www.tr.ebrd.com. Si veda inoltre il recente studio dell'FMI (pubblicato il 24 ottobre 2014): «25 Years of Transtion: Post-Communist Europe and the IMF». www.imf.org/external/pubs/ft/reo/2014/eur/eng/pdf/erei_sr_102414.pdf
3 Il sostegno a Cipro e Malta, che non fanno parte geograficamente dell'Europa dell’Est e hanno aderito all'UE nel 2004, è ugualmente oggetto della legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell’Est.