Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/40: Revisione totale dell'Ordinanza sulla protezione d'emergenza in prossimità degli impianti nucleari (Ordinanza sulla protezione d'emergenza [OPE]) · 18 pagine

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Rapporto esplicativo in merito alla revisione OPE (2015 / 2016)

Allegato 1

Lista delle centrali nucleari

L’inserimento dell’hotlabor presso il PSI est a Würenlingen nella lista delle centrali nucleari è una novità. La ragione consiste nel fatto che è stata introdotta una regolamentazione secondo cui lo schianto di un aereo attiva una messa in allarme («avaria rapida») della zona di pericolo speciale PSI/Zwilag (disposizione in caso d’emergenza del PSI: lo schianto di un aereo sull’hotlabor dà avvio agli stessi provvedimenti dello schianto di un aereo sul deposito federale intermedio DFI).

Allegato 2

Concezione delle zone di protezione d’emergenza e dei settori di pericolo (grafico incluso)

La rappresentazione grafica della concezione delle zone di protezione d’emergenza è stata adeguata alla nuova terminologia. La concezione vera e propria rimane invariata. Vedi al riguardo anche le osservazioni in merito all’allegato 3 riportate qui di seguito.

Allegato 3

Comuni delle zone di protezione d’emergenza 1 e 2 inclusi i settori di pericolo

Ai sensi della raccomandazione contemplata nel rapporto del gruppo di lavoro relativo alla misura IDA NOMEX 18, s’intende abrogare la sovrapposizione dei settori nella zona di protezione d’emergenza 2. Si vuole inoltre verificare l’attuabilità di sei settori di 60° d’ampiezza.

Nel corso dei lavori di revisione relativi all’adeguamento dell’OPE, l’IFSN ha svolto accertamenti concernenti la suddivisione delle zone di protezione d’emergenza. Secondo tali accertamenti l’attuale sovrapposizione delle zone di protezione d’emergenza presenta anche vantaggi, per esempio le «frontiere esterne» più lunghe nel passaggio dalla zona di protezione d’emergenza 1 alla zona di protezione d’emergenza 2. I Cantoni si sono espressi in merito entro la fine di settembre del 2015. Sulla scorta delle successive discussioni svoltesi in seno al gruppo di lavoro e considerando le prese di posizione dei Cantoni, il gruppo di lavoro è giunto alla conclusione di mantenere il sistema consolidato delle zone di protezione d’emergenza sovrapposte con un’ampiezza di 120°. Nella prassi, una modifica pertinente non implicherebbe miglioramenti effettivi e la messa in allarme non subirebbe mutamenti.