Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/40: Revisione totale dell'Ordinanza sulla protezione d'emergenza in prossimità degli impianti nucleari (Ordinanza sulla protezione d'emergenza [OPE]) · 18 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 3Fedlex · Rapporto esplicativo

Rapporto esplicativo in merito alla revisione OPE (2015 / 2016)

esercitazioni con le organizzazioni che devono trattare le ripercussioni dello scenario in questione. Lo scenario di riferimento deve peraltro a soddisfare ulteriori esigenze: deve per esempio fungere da base alla quale orientare in chiave uniforme determinate attività; ciò può rivelarsi necessario per differenti obiettivi e scopi. Pertanto, nella protezione d’emergenza gli scenari di riferimento sono destinati in particolare a:

 emanare disposizioni vincolanti in materia di prontezza d’intervento; tali disposizioni descrivono di

regola soltanto l’andamento degli eventi potenziali (in termini schematici), senza precisare una dimensione concreta o i fatti che hanno causato l’evento;

 consolidare la propria disponibilità a reagire in modo ottimale all’evento illustrato e predisporsi in

chiave mirata, nonché verificare la corrispondente disponibilità (analisi del deficit e preparazione).

Nell’anno 2012, l’IFSN ha istituito per la verifica degli scenari di riferimento un gruppo di lavoro costituito da numerosi rappresentanti di Confederazione, Cantoni di ubicazione degli impianti nucleari (AG, BE, SO), Cantoni della zona 2 (BL, FR, LU, NE, VD, ZH), Cantoni della zona 31 (rappresentati dal presidente della piattaforma di coordinamento NBC dei Cantoni, PCNBC), di impianti nucleari svizzeri nonché da rappresentanti della Presidenza di Governo di Freiburg (D) e del Ministero dell’ambiente del Baden-Württemberg (D).

I decorsi degli incidenti sono stati calcolati sulla scorta dei presupposti esistenti, specifici all’impianto (per es. provvedimenti di protezione), dai gestori degli impianti nucleari in ampie analisi di sicurezza probabilistiche, e verificati dall’IFSN. L’IFSN, inoltre, ha definito tre ulteriori scenari che superano notevolmente la quantità rilasciata di radioattività ipotizzata sinora, coprendo anche la quantità di radioattività rilasciata negli incidenti verificatisi a Tschernobyl e Fukushima. Si è trattato in particolare di analizzare scenari con una probabilità di evenienza molto ridotta, ma con importanti ripercussioni, e di verificare se nelle attuali misure di prevenzione tese a proteggere la popolazione sussistessero lacune di un certo rilievo.

Dalle conoscenze acquisite si evince che anche al di fuori della zona 2 può rivelarsi necessario adottare provvedimenti. Le relative ripercussioni sull’attuale concezione delle zone sono state trattate nell’ambito di una verifica a sé stante di tale concezione (cfr. anche le osservazioni qui di seguito).

Il rapporto del gruppo di lavoro è stato ultimato nel dicembre 2013 e lievemente adeguato nell’aprile 2014. E’ stato sottoposto al Consiglio federale nell’ambito della nota informativa «Attuazione delle misure IDA NOMEX» del 23 giugno 2015.

1 Ai sensi dell’art. 3 cpv. 3 dell’OPE il territorio restante della Svizzera viene denominato zona 3.