Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/55: Seconda tappa della revisione parziale della legge sulla pianificazione del territorio: consultazione su nuovi elementi · 25 pagine

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N. registrazione/dossier: COO.2093.100.5.699149

attività di tenuta di animali in un unico sito intercomunale, ci si allontanerebbe dallo scenario di una produzione animale di stampo contadino per cadere in quello di una produzione industriale, una deriva da evitare sia dal punto di vista della produzione che da quello della commercializzazione. Simili zone sarebbero poi indesiderate anche per considerazioni di natura igienico-sanitaria (JU; Bell, GST-SVS, Prométerre, ssp).

L’OEPR contesta la situazione di totale incertezza che regna in riferimento ai requisiti formali e ai processi da considerare, in quanto mancherebbe una qualsiasi procedura di pianificazione chiaramente identificabile.

NFP 68 considera scontata l’esigenza di creare delle zone agricole speciali. Occorre tuttavia chiedersi se le utilizzazioni corrispondenti non debbano essere assegnate anche a una zona artigianale.

1.1.2 Capoverso 1

SAB, USC; ASPV, Bell, BEBV, BVAR, BVGR, FSAC, LBV, Ökostrom, suisseporcs, Swiss Beef e VTL ritengono che il primo capoverso possa essere formulato sotto forma di «norma potestativa».

A giudizio di pvl; ASPU, ATA, Greenpeace, pro natura e Stazione ornitologica, sarebbero necessarie zone agricole speciali anche per gli edifici e gli impianti agricoli di grandi dimensioni non dipendenti dal suolo.

1.1.3 Capoverso 2

FR e Alliance auspicano che nel secondo capoverso sia integrato l’aspetto della protezione del «patrimonio culturale».

La disposizione secondo la quale l’ubicazione e le dimensioni di queste zone vadano coordinate al di là dei confini nazionali viene accolta favorevolmente da SH; PSS; UCS e Wohlen.

Da PSS, pvl; ASPU, ATA, CDPNP, Greenpeace, pro natura e Stazione ornitologica proviene la

richiesta di coordinare le zone agricole speciali non soltanto tra i Comuni, ma anche fra i vari Cantoni. Secondo ZH, dovrebbe essere coordinata al di là dei confini comunali anche la destinazione della zona.

Secondo BL, ZG; ADPR e RWU, occorre omettere la disposizione per la quale l’ubicazione e le dimensioni di queste zone vanno coordinate al di là dei confini comunali.

Alcuni partecipanti ritengono che una protezione assoluta delle superfici per l’avvicendamento

delle colture non sia necessaria (SZ; usam; cemsuisse, Développement CH, GastroSuisse), in quanto il contenuto e l’estensione di tali superfici vanno regolamentate nell’ambito del piano settoriale SAC (SZ; CCIG, CPT).

Pur mostrando apprezzamento per il capoverso 2, l’AHD e i Giovani Verdi sottolineano come la protezione non dovrebbe essere limitata alle sole superfici per l’avvicendamento delle colture, bensì estesa a tutte le superfici coltive.

A detta di ASIC, cemsuisse, CPT e swissbrick, vi sarebbero ragioni oggettive per riservare un trattamento differenziato alle superfici per l’avvicendamento delle colture a seconda che il loro sfruttamento sia temporaneo o permanente. Analogamente, si dovrebbe assicurare che le utilizzazioni temporanee del suolo al di fuori delle zone edificabili vengano in generale equiparate alle utilizzazioni temporanee all’interno di tali zone in termini di compensazione finanziaria.

Chiedono la soppressione del capoverso 2: USC; ASPV, BEBV, Bell, BVAG, BVAR, BVGR, FSAC, LBV, Ökostrom, suisseporcs e Swiss Beef.

1.1.4 Capoverso 3

L’AHD e i Giovani Verdi approvano le condizioni previste.

Per pvl; ASPU, ATA, CDPNP, Greenpeace, pro natura e Stazione ornitologica occorrerebbe precisare i concetti di idoneità e necessità (lett. a). In più, bisognerebbe garantire che le emissioni causate dalle

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