Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/55: Seconda tappa della revisione parziale della legge sulla pianificazione del territorio: consultazione su nuovi elementi · 25 pagine

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N. registrazione/dossier: COO.2093.100.5.699149

Il PSS, pvl; ASPU, ATA, Greenpeace, pro natura e Stazione ornitologica raccomandano di combinare le due proposte in maniera tale che non siano ammesse utilizzazioni non conformi alla zona per gli edifici abitativi autorizzati senza l’onere di demolizione. Un’utilizzazione non conforme alla zona di progetti di costruzioni autorizzati senza l’onere di demolizione dovrebbe essere esclusa in maniera vincolante e permanente.

L’USS presenta una proposta di modifica alla variante: «I progetti di costruzioni possono essere autorizzati senza l’onere di demolizione soltanto se si garantisce che gli edifici in questione saranno sempre utilizzati conformemente alla zona e non continueranno semplicemente a restare disponibili ai fini della destinazione conforme alla zona».

2.2 Articolo 23d

2.2.1 Aspetti generali

(Cfr. anche Parte generale, n. 2.2).

JU e FSU sollevano diversi interrogativi riguardo alla strategia pianificatoria e compensatoria: come si assicura che la compensazione sia legata a un’utilizzazione maggiore da un punto di vista funzionale e territoriale? Come si dovrebbero definire le «utilizzazioni più importanti, più intensive o più impattanti» e su quali parametri bisognerà basarsi per valutare la compensazione? Quanta superficie di un vecchio fienile deve essere demolita per la realizzazione di un metro quadrato di superficie abitabile?

L’OEPR è dell’avviso che la compensazione sembri essere basata solo su limiti di tipo quantitativo, cosa che reputa inammissibile.

Secondo l’AHD, i progetti da autorizzare dovrebbero portare nel complesso a un miglioramento in linea con gli obiettivi del principio della concentrazione.

I Giovani Verdi chiedono che la legge sancisca espressamente che i progetti da autorizzare secondo l’articolo 23d capoverso 1 sottostanno al diritto di ricorso delle associazioni.

2.2.2 Capoverso 1

RAKUL suggerisce di lasciare ai Cantoni la decisione di prevedere disposizioni deroganti nel proprio piano direttore oppure nella propria legge edilizia.

La RKOO chiede che sia garantito espressamente che la sistemazione territoriale possa avvenire anche nell’ambito dei piani direttori cantonali.

Il GDPT ritiene che l’oggetto delle possibili deroghe sia troppo ampio. A suo avviso, il piano direttore cantonale non è lo strumento adatto per emanare disposizioni cantonali divergenti.

2.2.3 Capoverso 2

PLR; SAB, USC; BBGR, Bütschwil-Ganterschwil, BVGR, Ebnat-Kappel, FST, FUS, hotelleriesuisse, LBV, suisseporcs e Toggenburg chiedono di cancellare il capoverso 2.

ADPR, GDPT, JardinSuisse e RZU chiedono di cancellare le espressioni «più intensive» e «più impattanti» in riferimento alle utilizzazioni, in quanto imprecise e possibili fonti di incertezza giuridica.

La CDPNP raccomanda di integrare il capoverso 2 in maniera tale da garantire che le disposizioni si traducano nel complesso in un miglioramento del paesaggio.

L’AHD e i Giovani Verdi attribuiscono grande valore alle condizioni contenute nel capoverso 2 in virtù delle quali le deroghe non devono causare utilizzazioni nel complesso più importanti, più intensive o più impattanti e i comprensori azzonati di conseguenza devono essere compensati in misura integrale. Si deve inoltre impedire che venga portata avanti l’attuale prassi delle eccezioni non coordinate.

2.2.4 Capoverso 3

Per l’ADPR, l’obbligo di garantire una compensazione deve essere disposto a titolo generale.

16/25 041.21-00794/00021/00018/00002/00002