Rapporto sui risultati
Consultazione 2019/34: Legge federale sui diritti politici (Trasparenza del finanziamento della politica) · 22 pagine
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Sintesi dei risultati della procedura di consultazione «Più trasparenza nel finanziamento della politica»
N. riferimento: COO.2180.109.7.297411 / 215.01/2019/00002
3.5.2 Art. 76c Obbligo di pubblicità in occasione di campagne elettorali e di voto
SO approva esplicitamente la normativa speciale in materia di campagne elettorali e di voto. TIS approva il fatto che il progetto preliminare sottoponga all’obbligo di pubblicità anche le campagne di raccolta di firme per un’iniziativa popolare o un referendum.
In generale, lobbywatch.ch critica la mancanza di una distinzione tra il finanziamento di una campagna elettorale e il finanziamento di una campagna di voto. Fa notare che una campagna di voto si svolge sempre a livello nazionale, mentre le campagne elettorali dei due Consigli sono, dal profilo del finanziamento, una questione cantonale. Ritiene quindi che si dovrebbero prevedere due soglie distinte
L’USAM rifiuta quanto richiesto dalla presente disposizione e fa riferimento agli argomenti fatti valere al n. 3.5.1 (cpv. 1 lett. b). Secondo un partecipante60, si dovrebbe rinunciare a sancire l’obbligo di rendere pubblico il finanziamento delle campagne elettorali e di voto perché controllarne il rispetto sarebbe difficile; tale obbligo sarebbe troppo complesso e costoso rispetto alla trasparenza che ne deriverebbe. Inoltre, l’obbligo di pubblicità nuocerebbe all’esercizio dei diritti politici dei comitati di persone fisiche o giuridiche che dispongono di pochi mezzi propri e per i quali le liberalità sono quindi importanti.
Titolo
Secondo un Cantone61, il titolo dovrebbe essere completato nel seguente modo: «Obbligo di dichiarare il finanziamento in occasione di campagne elettorali o di voto o di raccolta di firme per un’iniziativa o un referendum».
Cpv. 1
GE si chiede se sia effettivamente possibile identificare la cerchia delle persone assoggettate all’obbligo di pubblicità e ritiene preferibile adottare un nuovo criterio di assoggettamento o almeno precisare la nozione di «fare campagna»62. VD ritiene che si pongano questioni d’interpretazione dei vantaggi indiretti. Il PLR ritiene problematico delimitare le campagne sottoposte all’obbligo di pubblicità da quelle che non lo sono perché molte organizzazioni politiche avrebbero difficoltà nel distinguere il lavoro quotidiano dal lavoro specifico nella prospettiva di una campagna di voto.
Alcuni partecipanti63 sostengono la soglia fissa proposta dalla maggioranza.
Malgrado la sua opposizione di principio al progetto preliminare, l’UDC approva il fatto che le soglie fissate dal controprogetto indiretto siano più elevate di quelle previste dall’iniziativa, il che implica un sistema più compatibile con la democrazia diretta svizzera e meno burocratico per le piccole campagne e i piccoli comitati.
Diversi partecipanti64 ritengono invece che la soglia di 250 000 franchi sia troppo elevata.
GE rileva che le spese dei candidati alle elezioni raggiungerebbero raramente la soglia fissata. Della stessa opinione è anche Public Eye secondo cui la soglia prevista non è realistica e il progetto preliminare favorirebbe una soluzione illusoria sul piano della trasparenza. Secondo il PEV la soglia dovrebbe essere fissata a 100 000 franchi perché questo importo già rappresenta una somma notevole per una campagna.
60 GastroSuisse.
61 VD.
62 Del medesimo parere GastroSuisse.
63 AG, NW, VS, UDC,
64 BL, GE, PEV, I Verdi, PS, lobbywatch.ch, TIS, UCS, OIT, pp, Public Eye.