Rapporto esplicativo

Consultazione 2020/42: Controprogetto diretto del Consiglio federale all'iniziativa popolare «No all'allevamento intensivo in Svizzera (Iniziativa sull'allevamento intensivo)» · 20 pagine

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I programmi d’incentivazione possono contribuire in modo considerevole al miglioramento del benessere animale. Tuttavia dal punto di vista della protezione degli animali non sono pienamente soddisfacenti, dato che solo una parte degli animali è tenuta secondo i programmi rispettosi del benessere degli animali. Il controprogetto diretto dovrebbe pertanto aumentare i requisiti minimi per la detenzione di animali da reddito negli ambiti «uscita all’aperto» e «ricovero adeguato alle loro esigenze» per tutti gli animali da reddito, il che rappresenterebbe un progresso decisivo per il benessere di tutti gli animali da reddito.

Il livello di protezione auspicato dovrebbe essere aumentato, tuttavia non devono essere ripresi tutti gli standard oggi in vigore per i sistemi d’incentivazione facoltativi. In particolare dovrebbero essere ripresi i requisiti che comportano un sostanziale miglioramento del benessere animale (v. punto 5.2 seguente). Corrispondenti standard minimi devono essere fissati a livello di leggi e ordinanze.

Come proposto dalla PA22+, le spese che a questo proposito saranno sostenute dalle aziende per le misure edilizie necessarie al miglioramento del benessere animale dovranno essere maggiormente cofinanziate con aiuti agli investimenti. Forme di detenzione rispettosa degli animali, con standard superiori a quelli minimi, dovranno essere sostenute finanziariamente anche in futuro tramite programmi d’incentivazione.

Il controprogetto dovrebbe inoltre riprendere dall’iniziativa anche l’aspetto della macellazione. Si tratta di un ambito particolarmente sensibile che non viene reso noto al pubblico. Le pratiche scorrette in questo settore comportano spesso grandi dolori, sofferenze e paura per gli animali. Pertanto anche i requisiti riguardanti la macellazione andrebbero innalzati.

Per raggiungere il miglioramento auspicato, come previsto anche dall’iniziativa, bisognerebbe concedere un termine transitorio contenuto. Il Consiglio federale in accordo con l’iniziativa ritiene «adeguato» un termine transitorio di massimo 25 anni nel caso in cui siano necessari adeguamenti di natura edilizia. Pertanto le modifiche proposte riguarderebbero solo la prossima generazione di agricoltori. Negli altri casi sono tuttavia sufficienti termini transitori di circa 15 anni. Di conseguenza la protezione degli investimenti stabilita nell’articolo 8 LPAn non subisce alcuna modifica.