Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/55: Modifica della legge militare e dell'organizzazione dell'esercito · 23 pagine

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Modifica della legge militare e dell’organizzazione dell’esercito

Rapporto sui risultati della procedura di consultazione

restrittiva e troppo rigida per poter fungere da base legale per il servizio d’appoggio della truppa a favore dei Cantoni. A suo avviso, inoltre, con la LCoe sussistono lacune legislative per determinate misure coercitive di polizia, tra cui in particolare l’accertamento dell’identità, l’allontanamento, la tenuta a distanza, l’interrogatorio e il controllo di cose. Vista la necessità di chiarezza giuridica, secondo la singola persona le disposizioni di entrambi gli atti normativi dovrebbero essere ridondanti nel contenuto, motivo per cui la LCoe andrebbe adeguata. Inoltre, per quanto riguarda l’esigenza di determinatezza, a suo avviso il progetto non soddisfa i requisiti previsti per le leggi formali con contenuti che possono comportare restrizioni dei diritti fondamentali. A tale proposito fa riferimento ai requisiti più severi che deriverebbero dall’articolo 164 capoverso 1 Cost., i quali diventerebbero rilevanti se il campo d’applicazione dei poteri di polizia dell’esercito venisse ampliato e se le corrispondenti misure coercitive di polizia venissero maggiormente utilizzate nei confronti di terzi. La singola persona sottolinea infine come, negli ultimi anni, si sia osservato un certo rigore nella giurisprudenza del Tribunale federale nei confronti del diritto di polizia cantonale.

AG sostiene espressamente le modifiche previste. Come nel parere precedente, richiama a sua volta l’attenzione sulla conflittualità tra la LCoe e la LM.

NE accoglie con favore la possibilità di armare i collaboratori civili a condizione che venga svolta la necessaria istruzione all’arma e siano garantiti regolari corsi di aggiornamento a livello di conoscenze e competenze. Inoltre, questa possibilità non dovrebbe essere in concorrenza con le offerte dei fornitori di servizi pubblici e privati nel campo della sicurezza.

Il pvl approva in particolare l’inclusione dei mezzi di condotta e d’impiego nella protezione del materiale dell’esercito e ritiene che il reclutamento, l’istruzione e l’impiego dei collaboratori interessati debbano avvenire in modo rigoroso e responsabile. Devono essere garantiti sia la qualità sia il senso di responsabilità dei collaboratori, in particolare mediante una valutazione psicologica e psichica al momento del reclutamento, verifiche periodiche delle prestazioni e un esame scritto prima dell’armamento definitivo, analogamente a quanto avviene con il servizio di guardia. Infine, secondo il pvl l’armamento deve essere limitato al personale necessario.

Per la CDDGP è in linea di principio comprensibile che i collaboratori civili dell’amministrazione militare vengano armati per l’autoprotezione o per la protezione del materiale dell’esercito e dei mezzi d’impiego se sono esposti a un pericolo elevato nell’adempiere i loro compiti. Tuttavia, le formulazioni scelte nel progetto sono considerate troppo generiche. La CDDGP suggerisce pertanto di precisarle, in modo da chiarire per quali attività specifiche è consentito l’armamento.