Rapporto esplicativo
Consultazione 2020/69: Modifica della legge sull'ingegneria genetica (proroga della moratoria sulla messa in commercio di organismi geneticamente modificati) · 19 pagine
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nell’UE. In questo contesto, l’abbandono della moratoria non è attualmente auspicato ed è prematuro formulare eventuali proposte di disposizioni esecutive. Dall’entrata in vigore, nel 2004, della legge sull’ingegneria genetica si è assistito a una rapida evoluzione dell’ingegneria genetica e, con essa, delle possibilità di modificare il genoma degli organismi. Ciò è il risultato non solo delle nuove conoscenze scientifiche sulla struttura e sul funzionamento dei geni, singolarmente e nella loro totalità (genoma), ma anche dei progressi nel campo della digitalizzazione (p. es. elaborazione di dati, modellizzazione, automazione, apprendimento automatico [machine learning]). Negli ultimi anni, questi sviluppi tecnici hanno registrato un’ulteriore accelerata grazie a tecniche come per esempio la CRISPR/Cas (cfr. anche il cap. 1.2).
A causa della mancanza di dati, al momento non è possibile valutare in maniera conclusiva gli effetti che gli OGM ottenuti con le nuove tecniche di ingegneria genetica e destinati a entrare in contatto con l’ambiente (p. es. sementi) possono avere sulla salute dell’uomo e degli animali, sull’ambiente e sulla libera scelta dei consumatori. La proroga della moratoria concede il tempo necessario per verificare se e come il diritto vigente debba essere adeguato in modo puntuale alle nuove circostanze sulla base del principio di precauzione. Inoltre, in questo periodo sarà possibile trovare risposta a nuove questioni legate all’esecuzione nell’ambito delle nuove tecniche di ingegneria genetica. Occorrerà altresì prendere in considerazione gli sviluppi nell’Unione europea.
1.2 Nuove tecniche di ingegneria genetica
Tra le nuove tecniche di ingegneria genetica si annovera tutta una serie di procedimenti il cui denominatore comune è la modifica mirata del genoma. Questi procedimenti consentono di modificare il genoma in modo che non sia più possibile risalire alla tecnica utilizzata nel prodotto ricorrendo ai metodi attuali per la rilevazione. Ciò che rimane sono soltanto le modifiche del genoma, vale a dire le mutazioni. Tale processo è denominato editing genomico (genome editing). La dimostrazione, pubblicata nel 2012, che una forbice genetica naturalmente presente nei batteri (il cosiddetto sistema CRISPR/Cas9) può essere deprogrammata in modo da tagliare il patrimonio ereditario in un determinato punto del genoma e introdurre le modifiche desiderate, ha condotto a una rapida diffusione dell’editing genomico in tutti gli ambiti dell’ingegneria genetica. In breve tempo, le tecniche di editing genomico sono state ulteriormente sviluppate per diversi organismi e applicazioni. Piante prodotte con queste tecniche sono coltivate e commercializzate negli Stati Uniti e in America del Sud da circa un decennio. Anche se per il momento il mercato non offre ancora prodotti idonei per la coltivazione in Svizzera, si può presumere che varietà di piante prodotte tramite CRISPR/Cas e dotate di una maggiore resistenza alle malattie, di nuove caratteristiche qualitative e di altre proprietà innovative saranno disponibili per l’applicazione sul campo in un prossimo futuro.
Nei diversi ambiti applicativi, l’editing genomico schiude possibilità senza precedenti in termini di caratteristiche, profondità d’intervento, trasferibilità,