Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/46: Revisione totale dell’ordinanza sulla cooperazione internazionale in materia di educazione, formazione professionale, gioventù e mobilità (OCIFM) · 17 pagine
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swissuniversities, USU, Movetia, ESN, FSAG, Intermundo, SCI, CEVI Schweiz, yes, SKP, ICYE e
DOJ esprimono timori simili. Da un lato, la disposizione del capoverso 2 si riferisce soltanto alle domande presentate nell’ambito di un sistema di accreditamento. L’affidabilità e la qualità dell’istituzione sono già garantite e di conseguenza non viene effettuato un esame delle singole domande. Dall’altro, viene però tenuto conto solo delle prestazioni precedenti di un ambito formativo. Manca il potenziale di crescita, che può variare in base al grado di internazionalizzazione e alla varietà di un’istituzione o degli sforzi compiuti a favore della promozione da parte dell’agenzia nazionale.
Questi 12 partecipanti propongono una formulazione più flessibile, che tiene conto di una valutazione qualitativa delle domande:
2 Se i sussidi richiesti superano i fondi disponibili, la loro ripartizione vengono ripartiti tra i
singoli ambiti formativi e le relative istituzioni e organizzazioni a essi collegati tenendo conto
della quota dei fondi disponibili assegnati nell’anno di finanziamento precedente e del
potenziale di crescita per l’anno in questione; l’agenzia nazionale sottopone una proposta
alla SEFRI. avviene tenendo conto della quota dei fondi disponibili, espressa in
percentuale, concessa loro sulla media dei quattro anni di promozione precedenti.
3 I fondi disponibili sono distribuiti secondo questa chiave di ripartizione tra gli ambiti
formativi di cui all’articolo 2 capoverso 2 LCMIF e in seguito tra le istituzioni e le
organizzazioni di cui all’articolo 4 all’interno di ogni ambito formativo.
FSPG considera positiva l’equa ripartizione dei fondi disponibili tra tutte le istituzioni e le organizzazioni che hanno presentato domanda. Fa tuttavia notare che in questo modo vengono esclusi i nuovi richiedenti e i progetti innovativi che non si ripetono, frequenti nel settore giovanile, che non hanno ottenuto fondi negli anni precedenti. Propone pertanto una formulazione leggermente diversa del capoverso 2:
2 Se i sussidi richiesti superano i fondi disponibili, la loro ripartizione vengono ripartiti tra i
singoli ambiti formativi e le relative istituzioni e organizzazioni a essi collegate tenendo
conto della quota dei fondi disponibili assegnati nell’anno di finanziamento precedente e
del potenziale di crescita per l’anno in questione. In tal caso l’agenzia nazionale sottopone
alla SEFRI una proposta per la ripartizione dei fondi disponibili. avviene tenendo conto
della quota dei fondi disponibili, espressa in percentuale, concessa loro sulla media dei
quattro anni di promozione precedenti.
4.1.6 Articolo 8 Presentazione della domanda
FR e VS ritengono che l’elenco delle indicazioni e degli allegati che la domanda deve contenere debbano essere più di natura indicativa. Ci sono casi, per esempio, in cui mancano le convenzioni di cooperazione. Un simile formalismo impedirebbe quindi una cooperazione, inducendo un effetto controproducente.
Per USAM non viene dato sufficiente peso allo sviluppo del sistema formativo svizzero, all’importanza del sistema della formazione professionale e al necessario legame con l’economia.
4.1.7 Articolo 9 Costi di progetto computabili Secondo 27 partecipanti (UR, SZ, OW, NW, FR, BL, SG, AG, TI, VS, JU, SIC Svizzera, swissuniversities, USU, LCH, FSEA, Movetia, ESN, FSAG, Intermundo, SCI, CEVI Schweiz,
youngCaritas, yes, SKP, ICYE e DOJ) una copertura in linea di massima del 60 percento dei costi computabili per i progetti di cooperazione internazionale è insufficiente o poco flessibile. A loro avviso, è necessaria una maggiore flessibilità per quanto riguarda la copertura dei costi da parte della Confederazione. Propongono di ridurre dal 40 al 20 per cento la quota propria richiesta ai partner per il progetto sostenuto e di procedere in tal modo non solo in casi eccezionali. Ci sono molti casi particolari, e per gli ambiti formativi con una scarsa esperienza nel campo dell’internazionalizzazione o per molte piccole organizzazioni (p. es. associazioni) e scuole una maggiore partecipazione ai costi da parte della Confederazione è decisiva per la presentazione della domanda. NW, SG, swissuniversities, USU,
Movetia, ESN, FSAG, Intermundo, SCI, CEVI Schweiz, yes, SKP, ICYE e DOJ rimandano ad altri
ambiti della promozione ERI, come la legge Innosuisse e, FSEA, all’ordinanza sulla formazione
professionale. NW, USU, Movetia, ESN, FSAG, Intermundo, SCI, CEVI Schweiz, yes, SKP, ICYE e
DOJ ritengono che un contributo federale massimo dell’80 per cento possa avere un effetto significativo e consentire una promozione e una partecipazione eque di tutti gli ambiti formativi. Ricordano inoltre