Rapporto sui risultati

Consultazione 2021/46: Revisione totale dell’ordinanza sulla cooperazione internazionale in materia di educazione, formazione professionale, gioventù e mobilità (OCIFM) · 17 pagine

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adeguatamente evidenziato nei documenti relativi alla revisione totale della legge e dell’ordinanza. A tale proposito, sottolinea che la domanda da parte degli attori svizzeri per le opportunità di cooperazione in Europa è più elevata rispetto a quella di soluzioni extraeuropee. È dell’opinione che i programmi di formazione e ricerca europei costituiscano la migliore rete possibile per affrontare le sfide future nel settore della formazione e per garantire la qualità e che sarebbe riprovevole non impegnarsi al massimo per raggiungere la piena associazione ai programmi di formazione e ricerca dell’UE. È propenso ad accogliere le cooperazioni con i Paesi al di fuori del programma di formazione dell’UE solo a titolo complementare. Chiede inoltre al Consiglio federale di battersi con decisione, dopo lo sblocco del miliardo di coesione, per l’adesione ai programmi europei Erasmus+, Orizzonte Europa, Creative Europe e Digital Europe, anche se questo sarebbe solo un modo per limitare i danni. A suo avviso, si tratta in definitiva di ripristinare relazioni stabili con l’UE attraverso l’adesione della Svizzera all’Unione europea (UE) o la partecipazione allo Spazio economico europeo (SEE), o almeno di affrontare le questioni istituzionali con un accordo quadro. Il Movimento europeo Svizzera si pronuncia chiaramente a favore dell’adesione all’UE a tutela della sovranità, della sicurezza e della prosperità.

4 Pareri su singoli articoli, sull’allegato e sul rapporto esplicativo

Come già illustrato nel capitolo 3, la maggior parte dei partecipanti formula proposte di modifica. Le proposte riguardano i seguenti capitoli o articoli e in parte sottolineano aspetti specifici trattati nel rapporto esplicativo.

4.1 Capitolo 2: Sussidi per programmi della Confederazione

16 partecipanti sono favorevoli al finanziamento della mobilità verso la Svizzera. NW nonché

swissuniversities, USU, Consiglio dei PF, Movetia, ESN, FSAG, Intermundo, SCI, CEVI Schweiz,

yes, SKP, ICYE e DOJ sostengono esplicitamente il finanziamento sia della mobilità dalla Svizzera verso altri Paesi sia della mobilità da altri Paesi verso la Svizzera, che considerano fondamentali per la competitività degli istituti di formazione svizzeri in un contesto internazionale, ossia in Europa e nel mondo (cfr. rapporto esplicativo dell’ordinanza, pag. 5). Pongono l’accento sul principio di reciprocità quale componente centrale dei programmi di mobilità e degli scambi nel quadro della cooperazione internazionale in materia di formazione e chiedono di tenere in considerazione questo principio imprescindibile e le seguenti argomentazioni. Tale principio è alla base del finanziamento della mobilità internazionale, soprattutto in un contesto di forte concorrenza. Se la Svizzera partecipa al programma di formazione Erasmus+ la reciprocità finanziaria è garantita. In caso contrario, sono necessari finanziamenti diretti per la mobilità in entrata affinché gli istituti di formazione europei possano collaborare con i loro partner in Svizzera, considerato che la maggior parte di essi dispone soltanto dei fondi stanziati nel quadro di Erasmus+. Il principio di reciprocità si applica anche al di fuori dell’Europa, specialmente in Paesi come gli Stati Uniti, il Canada e l’Australia, che sono di particolare interesse per la Svizzera in quanto anglofoni. AG accoglie con particolare favore il cofinanziamento della mobilità in entrata, ritenendola una condizione indispensabile per la partecipazione della Svizzera agli scambi europei finché non ci sarà un’associazione al programma di formazione dell’UE Erasmus+. Anche LCH approva il finanziamento della mobilità in entrambe le direzioni. swissuniversities precisa che il finanziamento della mobilità in entrata promuove il clima internazionale e interculturale delle università svizzere, che per la società e l’economia del 21° secolo è essenziale per consentire agli studenti di prepararsi alle sfide del mercato del lavoro globale. La mancanza di fondi per la mobilità in entrata indebolirebbe l’immagine della Svizzera. NW, USU, Movetia, ESN, FSAG, Intermundo, SCI, CEVI Schweiz, yes, SKP, ICYE e DOJ sottolineano che tutte le istituzioni e organizzazioni svizzere possono avere le stesse opportunità solo se entrambe le forme di mobilità sono finanziate. Questi partecipanti, ad eccezione di NW, menzionano anche altri due fattori che considerano di importanza centrale per la Svizzera come destinazione della mobilità. Il finanziamento della mobilità in entrata rafforza la sua attrattiva nonostante l’alto costo della vita e la carenza di corsi in inglese, a cui si preferiscono le lingue nazionali.

Inoltre, NW e AG, così come swissuniversities, FSEA, Movetia, ESN, FSAG, Intermundo, SCI, CEVI

Schweiz, FSPG, yes, SKP, ICYE e DOJ, condividono l’idea che si debba promuovere soprattutto la mobilità fisica, ma ritengono importante non escludere in modo così esplicito la promozione della mobilità virtuale alla luce della pandemia di COVID-19 e della sensibilità verso le questioni ambientali (cfr. rapporto esplicativo dell’ordinanza, pag. 7). FSEA considera la mobilità virtuale un’opportunità, specialmente per il settore della formazione continua, perché soprattutto nel settore non formale i