Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/46: Revisione totale dell’ordinanza sulla cooperazione internazionale in materia di educazione, formazione professionale, gioventù e mobilità (OCIFM) · 17 pagine
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corsi di formazione sono spesso concepiti come offerte parallele alla professione che possono essere
proposte in forma virtuale. NW, Movetia, ESN, FSAG, Intermundo, SCI, CEVI Schweiz, yes, SKP,
ICYE e DOJ ritengono inoltre che l’aspetto della mobilità ibrida (blended mobility) vada affrontato diversamente, dato che questo tipo di mobilità si basa principalmente sullo scambio e sulla collaborazione virtuale, combinati con la mobilità fisica. Sottolineano che si tratta di nuove forme di mobilità che si sono diffuse in seguito alla pandemia di COVID-19 e alle preoccupazioni ambientali e che di conseguenza non è ancora chiaro quali incentivi debbano essere creati in futuro.
In questo contesto, le suddette parti interessate propongono la seguente modifica a pagina 7 del rapporto esplicativo dell’ordinanza:
"[...] La mobilità fisica può essere combinata con elementi virtuali (mobilità ibrida/blended
mobility), ma la mobilità virtuale non può sostituire la mobilità fisica e non deve essere
esplicitamente promossa.».
Anche OW si chiede, per le ragioni sopra menzionate, se non vada scelta una formulazione più aperta per quanto riguarda la mobilità virtuale, astenendosi tuttavia dal proporre una modifica. PLR vede la digitalizzazione come un mezzo che permette alla società di prepararsi per il futuro. A suo avviso, è incomprensibile e anacronistico escludere esplicitamente dal finanziamento la mobilità virtuale.
4.1.1 Articolo 2 Quadro geografico
TI sottolinea che la Brexit sta avendo gravi conseguenze sui progetti di mobilità professionale sostenuti da Movetia. Ricorda ad esempio che il necessario visto d’entrata non viene attualmente rilasciato e che le trattative tra la Svizzera e il Regno Unito non hanno finora avuto successo. Ritiene che questa situazione sia preoccupante perché complica l’acquisizione dell’inglese come lingua straniera, ostacolo che non può essere compensato tramite scambi con altri Paesi come l’Irlanda, Malta o la Scandinavia. Chiede quindi alla Confederazione di creare un proprio programma di cooperazione internazionale con alcuni Paesi extraeuropei come l’Australia, la Nuova Zelanda, il Sudafrica o gli Stati Uniti, conformemente all’articolo 4 lettera b LCMIF.
UDC apprezza l’ampiezza del quadro geografico, che rafforza le cooperazioni indipendenti dall’UE. Anche USAM considera il quadro geografico adeguatamente ampio.
Dal momento che i programmi della Confederazione sono incentrati sui Paesi che partecipano al programma dell’UE in materia di formazione, sugli Stati membri dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), sui candidati all’adesione all’OCSE e i principali partner dell’OCSE nonché su altri Paesi, purché le attività siano conformi allo scopo della cooperazione internazionale in materia di formazione secondo l’articolo 1 LCMIF, USU invita a riflettere sulle seguenti considerazioni: dal suo punto di vista, non c’è motivo di sottoporre solo la categoria «altri Paesi» alla restrizione secondo cui le cooperazioni con Paesi non appartenenti alle altre due categorie devono essere conformi allo scopo della cooperazione internazionale in materia di formazione ai sensi dell’articolo 1 LCMIF. Teme infatti che alcuni Stati membri, candidati all’adesione o partner chiave dell’OCSE non adempiano questa condizione ma possano comunque essere finanziati nel quadro dei programmi della Confederazione sulla base dell’articolo 2 capoverso 2 OCMIF. USU critica inoltre il fatto che la selezione dei Paesi sembri manifestamente basarsi su considerazioni politiche ed economiche. A suo avviso, la selezione dei Paesi dovrebbe derivare dal contributo fornito secondo l’articolo 1 LCMIF ed essere dettata essenzialmente dalla qualità del loro sistema formativo, dagli interessi degli attori e degli studenti in Svizzera, così come dalla qualità del panorama accademico.
Propone di conseguenza una riformulazione dell’articolo 2:
1 Il quadro geografico dei programmi avviati dalla Confederazione di cui all’articolo 4
capoverso 1 lettera b LCMIF (programmi della Confederazione) è stabilito conformemente
alle priorità della Svizzera in materia di cooperazione internazionale nel settore
dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione (settore ERI).
2 I programmi della Confederazione sono incentrati in particolare sui Paesi che partecipano
al programma dell’Unione europea in materia di formazione, sugli Stati membri
dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), sui candidati
all’adesione all’OCSE e sui principali partner dell’OCSE., nonché su altri Paesi, purché l
Le attività siano devono essere conformi allo scopo della cooperazione internazionale in
materia di formazione secondo l’articolo 1 LCMIF.