Rapporto sui risultati

Consultazione 2021/92: Revisione dell’Ordinanza sui servizi di telecomunicazione (adattamento delle disposizioni del servizio universale) · 19 pagine

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Revisione dell'ordinanza sui servizi di telecomunicazione (adattamento delle disposizioni del servizio universale)

Nel suo parere, il Partito Pirata si limita alle sue preoccupazioni principali. Tuttavia, la rinuncia a commenti generali o sulle singole normative, non implica l'approvazione di queste ultime.

HEV sostanzialmente non si pronuncia sul servizio universale e sui relativi adeguamenti.

2 Osservazioni generali

I Cantoni AI, AR, BE, BL, BS, FR, GL, GR, JU, LU, NE, OW, SH, SG, TG, TI, VS, ZG e ZH, i partiti

Alleanza del Centro e PSS, le associazioni mantello ACS, FSC, SAB, SGV-USAM, UCS, USC e Travail.Suisse nonché CP, CCPCS, Schluein, SKS, Surselva, Trun, Viamala e la COMCO in linea

di massima approvano il progetto.

Il Cantone UR nonché asut, ComCom, CVCI, digitalswitzerland, Glasfasernetz, PLR, pvl, Salt, SUISSEDIGITAL, Swico, Swisscom e Unione sindacale svizzera sono favorevoli all'estensione del

servizio universale con un servizio supplementare di accesso a Internet a banda ultra larga di

80 Mbit/s, a condizione che le misure politicamente incontestate (libertà tecnologica, principio della sussidiarietà, termini di attuazione adeguati, partecipazione ai costi, fornitura di collegamenti in base alla domanda) siano applicate in modo coerente e praticabile. Solo in questo modo i costi per

l’attuazione e gli effetti indesiderati sulla concorrenza rimarrebbero entro limiti ragionevoli. Il Cantone

UR nonché asut, digitalswitzerland, Glasfasernetz, PLR, Salt, SUISSEDIGITAL, Swico e

Swisscom rilevano la necessità di adeguare le misure. Se queste ultime non vengono attuate, asut e economiesuisse sono contrarie all'aumento della velocità di trasmissione. Secondo la ComCom, le modifiche dell'OST proposte non dovrebbero ostacolare una strategia nazionale in materia di banda ultra larga, iniziative cantonali o comportare distorsioni della concorrenza. Il PLR precisa che per garantire il servizio universale lo Stato è tenuto a intervenire con la dovuta cautela. Se il mercato offre una soluzione, lo Stato non deve intervenire e va garantita la libertà imprenditoriale.

Anche il PSS è favorevole all'estensione, tuttavia considera che sia necessario un allentamento delle misure per attuare la nuova offerta, in modo che i costi per il concessionario per fornire la nuova, o l'ulteriore, offerta premium possano essere limitati. Si tratta della possibilità di determinare liberamente la soluzione tecnologica e dell’abolizione dell'obbligo di collegamento se è disponibile un'alternativa (principio della sussidiarietà), nonché di termini d'attuazione adeguati.

Anche IG 5G-freies OW e Schutz vor Strahlung appoggiano l'estensione del servizio universale,

criticando però il principio della neutralità tecnologica e chiedendo alcuni adeguamenti. Il Cantone UR e la CGCA sostengono i principi del progetto posto in consultazione ma non completamente le misure proposte. HEV è favorevole alla revisione dell'OST, a condizione che gli articoli 18 e 20 P-OST siano adeguati in base alle sue proposte.

Sunrise UPC comprende l'esigenza dei clienti finali di disporre di una connessione Internet veloce. Tuttavia, visto l’attuale eccellente servizio è lecito chiedersi se sia proprio necessario modificare l'ordinanza. Con l'offerta di servizi Internet di 80 Mbit/s, anche nel confronto europeo la Svizzera si muove in una gamma di gran lunga superiore a quella di tutti i Paesi membri dell'UE. Pertanto un aumento generale della velocità del servizio universale non è sostanzialmente necessario. Tuttavia approva il progetto, se il principio della sussidiarietà e quello della neutralità tecnologica sono

vincolanti e se la procedura di esame per il diritto alle prestazioni è attuata in modo praticabile.

Salt rifiuta il nuovo aumento dei requisiti minimi, fintanto che le misure (best effort con un’offerta di 80 Mbit/s, sussidiarietà estesa e reale neutralità tecnologica) non sono garantite. Il servizio universale dovrebbe mirare a fornire soltanto servizi di base e non prodotti di punta sul mercato. Sarebbe inoltre molto difficile impedire distorsioni della concorrenza. Invece di imporre a tutti una velocità per il

download più elevata, sarebbe meglio ricorrere a un modello bottom-up, ossia a un’estensione in funzione del fabbisogno, con soluzioni specifiche o locali. In questo modo, oltre ai fornitori di servizi di telecomunicazione, i Comuni o le cooperazioni possono occuparsi di costruire l'infrastruttura, laddove questo non venga effettuato dai fornitori di servizi di telecomunicazione.