Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/52: Modifica della legge sul diritto d’autore (LDA) · 24 pagine

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Siccome la soluzione australiana punta sull’obbligo di avviare negoziati, in particolare le piccole imprese mediatiche si trovano in una situazione di debolezza. Il NMBC non prevede inoltre una partecipazione dei giornalisti. Seguire l’approccio australiano non consentirebbe pertanto di raggiungere gli obiettivi prefissati dal Consiglio federale.

Alla fine di giugno del 2022, un rapporto dell’U.S. Copyright Office22 all’indirizzo della Commissione del diritto dei beni immateriali del Senato degli Stati Uniti ha raccomandato di rinunciare a una protezione affine per gli editori di giornali. Se si legge più attentamente il rapporto, esso conferma però la correttezza dell’approccio qui adottato. L’U.S. Copyright Office si oppone a un diritto di protezione affine poiché nutre riserve nei confronti di un diritto esclusivo come quello previsto dall’UE, che ritiene possa funzionare soltanto in assenza di un limite minimo di protezione. Una soluzione giuridica di questo tipo è però considerata problematica dal punto di vista della libertà d’informazione e dei principi fondamentali del diritto d’autore. Reputa inoltre che le imprese mediatiche, interessate alla reperibilità dei propri contenuti, difficilmente si potrebbero sottrarre alla concessione di licenze gratuite. Al tempo stesso però l’U.S. Copyright Office riconosce la necessità di intervenire e propone dunque di individuare alternative, menzionando ad esempio una proposta di legge che prevede la possibilità di accordi collettivi e di estendere le condizioni negoziate a tutte le imprese mediatiche. Queste considerazioni sono in linea con la presente proposta di una regolamentazione collettiva con un ampio campo d’applicazione, la cui configurazione come mero diritto a un compenso tiene conto della libertà d’informazione e della ponderazione degli interessi nell’ambito del diritto d’autore.

3 Punti essenziali del progetto

3.1 La normativa proposta

Al fine di indennizzare imprese mediatiche e giornalisti per l’utilizzo dei loro contenuti da parte dei grandi fornitori di servizi online, l’avamprogetto prevede un compenso a favore delle imprese mediatiche le cui pubblicazioni giornalistiche sono rese accessibili da grandi fornitori di servizi della società dell’informazione* (servizi online) mediante la visualizzazione di snippet. Gli autori delle opere contenute nelle pubblicazioni giornalistiche devono beneficiare in misura adeguata di questo compenso.

La regolamentazione è concepita come diritto a un compenso. A differenza dei diritti esclusivi, un tale diritto non crea un divieto. In questo modo, la messa a disposizione di parti non protette dal diritto d’autore di pubblicazioni giornalistiche, come ad esempio la visualizzazione di snippet, è lecita ma soggetta a pagamento. L’impossibilità di vietare l’utilizzo degli snippet garantisce il funzionamento dei servizi della società dell’informazione interessati. Nell’interesse della libertà di informazione, ciò consente di evitare che i grandi fornitori di servizi della società dell’informazione accorcino gli snippet nei loro risultati di ricerca o nelle anteprime in misura tale da non rientrare più nel campo d’applicazione della norma in questione. Viene così meno l’incentivo a ridurre al minimo gli snippet, il che da un lato è nell’interesse dell’informazione dell’opinione pubblica, e dall’altro permette di evitare discussioni sulla lunghezza degli snippet come accaduto in diversi Stati membri dell’UE. A differenza dell’UE, sono assoggettati alla regolamentazione anche singole parole di una pubblicazione giornalistica, purché siano però direttamente correlate alla pubblicazione in questione. Non si vuole infatti che singole parole siano per principio monopolizzabili e soggette a compenso soltanto perché risultano casualmente utilizzate (anche) in una pubblicazione giornalistica. I collegamenti ipertestuali non rientrano invece nel campo di applicazione della normativa proposta.

Sono tenuti a versare un compenso i grandi fornitori di servizi della società dell’informazione che, a titolo professionale e a scopo di lucro, mettono a disposizione pubblicazioni giornalistiche o parti di esse. Si tratta essenzialmente di aziende che utilizzano pubblicazioni giornalistiche a titolo professionale, operano a scopo di lucro e hanno determinate dimensioni. Utenti privati (p. es. blogger), organizzazioni che non operano a

22 The Register of Copyrights (2022): Copyright Protections for Press Publishers. Consultabile in inglese su: www.copyright.gov > Law & Policy > Policy Studies > Policy Reports: June 30, 2022 Study on Ancillary Copyright Protections for Publishers (stato: 7.7.2022).