Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/6: Decreto federale concernente un’imposizione particolare dei grandi gruppi di imprese (Attuazione del progetto dell’OCSE e del G20 sull’imposizione dell’economia digitale) · 26 pagine

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UCS/CDFV e la Conferenza fiscale delle città svizzere chiedono di esaminare l’estensione dell’imposizione minima a tutte le imprese.

Partiti

PSS: la soluzione più ragionevole, trasparente e costituzionalmente più semplice sarebbe un’imposizione minima del 15 per cento per tutte le persone giuridiche fondata sulla base di calcolo dell’OCSE e del G20; la proposta deve essere esaminata seriamente.

I Verdi: un’alternativa è l’innalzamento al 15 per cento dell’aliquota dell’imposta sull’utile per tutte le imprese.

Organizzazioni e altri soggetti

Travail.Suisse e USS chiedono che l’imposizione minima si applichi a tutte le imprese (Tra- vail.Suisse fa riferimento a proposte precedenti di un’imposizione minima del 16 %).

4.2 Federalismo

Secondo la proposta del Consiglio federale, i Cantoni devono applicare e incassare l’imposta integrativa nazionale. In seguito si tratterà di stabilire se il progetto debba essere attuato in conformità con la proposta del Consiglio federale su questo punto, oppure se le entrate deb- bano confluire, in tutto o in parte, nella Confederazione e se quest’ultima debba riscuotere l’imposta integrativa al posto dei Cantoni. I riscontri sull’impiego delle entrate sono illustrati nel numero 5.

Nelle risposte alla consultazione compaiono in particolare due motivazioni per cui la Confe- derazione dovrebbe ricevere almeno una parte delle entrate: (1) il timore che le entrate sa- rebbero troppo concentrate in pochi Cantoni; (2) il fatto che la Confederazione sostiene spese aggiuntive a causa della perequazione finanziaria e dei costi amministrativi causati dalle attività di vigilanza previste, che possono essere compensate da una quota federale delle entrate. Al contrario, il principale argomento a favore di un’attribuzione completa delle entrate ai Cantoni è l’incentivo a continuare ad applicare aliquote fiscali interessanti. Le ri- sposte dei partecipanti alla consultazione sul livello della quota cantonale sono estrema- mente variegate.

Cantoni, città e Comuni

In merito al livello della quota cantonale delle entrate dell’imposta integrativa:

- quota cantonale del 21,1 per cento (come per l’imposta federale diretta): BE (se la quota

cantonale fosse superiore, le entrate dovrebbero confluire nel potenziale di risorse dell’NPC e la Confederazione dovrebbe fare delle specifiche per la destinazione), SG (o una quota cantonale del 50 %), UCS/CDFV (o una quota cantonale non superiore al 75 %; ripartire le entrate in modo appropriato tra Confederazione, Cantoni, città e Co- muni).

- Quota cantonale del 50 per cento: AG (il resto deve confluire in un fondo nazionale), JU

(almeno il 50 %), ZH.

- Quota cantonale non inferiore al 75 per cento: BL, GE, GR, LU, SH, SO, SZ, TG, UR,

ZG, FDK.

- Quota cantonale del 75 per cento: FR, NW, ACS.

- Quota cantonale non inferiore al 80 per cento: GL.

- Quota cantonale del 100 per cento (conformemente alla proposta del Consiglio federale):

BS (eventualmente almeno il 75 % se si conferma la prospettiva di maggiori entrate sta- bili e sostanziali), NE (la quota cantonale potrebbe essere pari a zero se i Cantoni aves- sero il potere costituzionale di tassare specificamente i gruppi internazionali), OW, TI, VD, AI, AR e VS non esprimono alcuna posizione diversa dalla proposta del Consiglio fe- derale.