Rapporto esplicativo
Consultazione 2023/29: Legge federale concernente le misure di sgravio del bilancio della Confederazione applicabili dal 2025 · 22 pagine
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le ripercussioni delle chiusure delle imprese e dei divieti di occupazione. L’AD è finanziata principalmente dai contributi degli assicurati (datori di lavoro e lavoratori), infatti oltre il 90 per cento delle entrate è costituito da questi contributi salariali, mentre la quota rimanente, inferiore al dieci per cento, è coperta da contributi della Confederazione (per 3/4) e dei Cantoni (per 1/4). In sostanza, nelle fasi congiunturali positive l’AD deve realizzare eccedenze in modo da poter sostenere dei disavanzi nelle fasi di recessione. Nella legge federale del 25 giugno 19827 sull’assicurazione contro la disoccupazione (LADI), il legislatore ha inserito un articolo in materia di congiuntura, che stabilisce la necessità di aumentare i contributi qualora si superi il livello massimo d’indebitamento definito pari al 2,5 per cento della somma dei salari soggetti a contribuzione. I contributi vanno ridotti in modo analogo qualora il capitale proprio raggiunga la somma definita per legge (cfr. art. 90c LADI).
Nel 2020 il livello massimo d’indebitamento equivaleva a circa 8,1 miliardi di franchi, limite che sarebbe stato raggiunto rapidamente, dato l’estremo ricorso all’ILR, poiché l’AD non è pensata per compensare chiusure generalizzate imposte dalle autorità. Per evitare che accadesse e coprire gli oneri supplementari, il legislatore ha previsto un finanziamento straordinario da parte della Confederazione nel valore delle spese per l’ILR negli anni di conteggio 2020–2022. Il contributo all’AD dettato dalla crisi pandemica negli anni 2020–2022 si aggira complessivamente intorno ai 16 miliardi di franchi. Tale contributo viene coperto dalla Confederazione, in aggiunta al contributo federale ordinario annuo sancito dalla legge, pari allo 0,159 per cento della somma dei salari soggetti a contribuzione (circa 530 mio. all’anno).
Alla fine del 2019, immediatamente prima della pandemia, l’AD aveva raggiunto un equilibrio di bilancio dopo anni di riduzione del debito. Le uscite dell’AD sono direttamente correlate al tasso di disoccupazione e dunque all’andamento dell’economia. Il mercato del lavoro svizzero si è dimostrato molto resiliente nel corso della pandemia. I contributi federali straordinari hanno per lo più neutralizzato le ripercussioni finanziarie negative della pandemia sull’AD. Questo, in combinazione con la rapida ripresa economica, ha permesso all’AD di registrare un bilancio privo di debiti anche dopo la pandemia, a differenza del bilancio federale. Alla fine del 2022 il capitale proprio dell’AD ha raggiunto circa quattro miliardi di franchi. Per i prossimi anni, prevede di ottenere ulteriori eccedenze e di consolidare costantemente il capitale proprio, ma ci vorranno diversi anni per ottenere una base finanziaria tale da consentire una riduzione dei contributi ordinari.
Nel quadro della propria pianificazione finanziaria l’AD, presupponendo tecnicamente un tasso di disoccupazione del 2,8 per cento, stima le uscite per l’ILR pari a 120 mi-Consultazione lioni di franchi all’anno. In questi ultimi anni di crisi le uscite avevano toccato i 200 milioni circa, mentre durante la crisi finanziaria (nel 2009) avevano addirittura raggiunto un miliardo di franchi. Oltre a coprire le prestazioni straordinarie per il lavoro ridotto dovute alla pandemia – sulla base della legislazione relativa al COVID-19 – tra il 2020 e il 2022 la Confederazione ha coperto anche le indennità ordinarie per il lavoro ridotto secondo la LADI. Il contributo federale straordinario aveva come scopo quello di evitare che l’AD superasse il livello massimo d’indebitamento. Tale obiettivo è stato raggiunto e le prospettive finanziarie dell’AD, alla luce degli sviluppi sul mercato