Rapporto esplicativo

Consultazione 2023/29: Legge federale concernente le misure di sgravio del bilancio della Confederazione applicabili dal 2025 · 22 pagine

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Dall’introduzione del freno all’indebitamento, nel 2003, la qualità delle stime delle entrate è migliorata notevolmente. Ogni anno, nel quadro del consuntivo, è calcolato l’errore medio di previsione per le entrate ordinarie, che tra il 2003 e il 2023 si è attestato in media intorno all’1,1 per cento (entrate supplementari rispetto ai valori iscritti a preventivo). A tal proposito, l’errore di previsione maggiore riguarda l’imposta preventiva, particolarmente difficile da stimare, a cui è da attribuirsi circa il 60 per cento dell’errore di previsione complessivo delle entrate ordinarie. Esclusa l’imposta preventiva, dal 2003 le entrate sono state sottostimate in media dello 0,4 per cento. Nel 2012 è stato introdotto un nuovo modello di stima per l’imposta preventiva, che ha permesso di ridurre gli scarti medi rispetto al preventivo. Da quel momento in poi, gli errori di previsione nel tempo tendono a compensarsi.

1.1.2 Uscite

In base al piano attuale si prevede che nei prossimi anni le uscite ordinarie della Confederazione, pur tenendo conto delle misure di correzione decise dal Consiglio federale, crescano in misura maggiore rispetto alle entrate e all’economia, provocando di conseguenza deficit strutturali. La spesa pubblica è destinata sostanzialmente a salire: gli elementi di sgravio degli ultimi anni verranno meno (le uscite per la difesa, la migrazione e a titolo d’interesse aumenteranno nuovamente), mentre subentreranno nuove uscite prive di controfinanziamento e si osserva un andamento fortemente crescente delle uscite destinate all’esercito e alla previdenza sociale. La nuova curva di crescita delle uscite della Confederazione non è sostenibile sul lungo periodo, nonostante le misure di correzione fondamentali decise, e non può essere coperta con le entrate attuali, neppure se queste aumentassero nel complesso quasi parimenti all’economia.

Non è ancora possibile stabilire con certezza l’ammontare dei deficit. Ai sensi dell’articolo 4 capoverso 3 dell’ordinanza del 5 aprile 20061 sulle finanze della Confederazione (OFC), i piani finanziari comprendono in particolare le ripercussioni finanziarie di atti normativi, dei progetti adottati da almeno una Camera, dei messaggi adottati dal Consiglio federale e dei progetti di atti normativi sottoposti da una commissione parlamentare a una Camera. In base allo stato di un affare, tra la pianificazione e l’attuazione possono verificarsi variazioni sostanziali sia in termini di importi, che circa il momento in cui avvengono le uscite. Per diversi affari, il Parlamento può contribuire alla correzione con adeguamenti e ridimensionamenti nell’ambito delle deliberazioni.

Il piano finanziario attuale mostra gli andamenti descritti di seguito. L’aumento progressivo delle uscite per l’esercito, dai 5,5 miliardi di oggi a 10,7 miliardi entro il 2035 (1 % del PIL), comporta un incremento annuo della spesa fino a 600 milioni. Per quanto riguarda la previdenza sociale, che costituisce circa un terzo delle uscite federali, siConsultazione assiste a una crescita nettamente sopra la media (pari a circa 800 mio. fr. all’anno) delle prestazioni della Confederazione per AVS e AI, delle prestazioni complementari e delle riduzioni individuali dei premi. Le uscite per il settore della migrazione dipendono dal numero di domande d’asilo perciò sono soggette a forti oscillazioni, tuttavia per i prossimi anni si suppone un fabbisogno finanziario maggiore in tal senso. La voce finanze e imposte (quote sulle entrate, perequazione finanziaria, interessi passivi) pre-

1 RS 611.01