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Consultazione 2023/29: Legge federale concernente le misure di sgravio del bilancio della Confederazione applicabili dal 2025 · 22 pagine

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medi. Si stima che, nel primo anno successivo all’entrata in vigore della legge, il contributo federale sarà di 710 milioni. Si può ipotizzare che nel primo

quadriennio, per effetto delle misure previste dalla legge e dell’andamento demografico, vi sia un ricorso maggiore alle istituzioni per la custodia di bambini complementare alla famiglia. In base alle stime della CSEC-N, alla fine del primo periodo le spese per il contributo federale in tale ambito dovrebbero attestarsi a circa 860 milioni.

• Accordi di programma con i Cantoni: mediante questo strumento, la Confederazione dovrebbe concedere ai Cantoni aiuti finanziari globali per lo sviluppo di tale forma di custodia e per misure tese a sviluppare la loro politica di sostegno alla prima infanzia. Per il primo quadriennio del programma è previsto un credito d’impegno pari a 224 milioni (56 mio. all’anno).

Per l’implementazione dei due strumenti di promozione, la CSEC-N stima una spesa complessiva di 16 milioni su quattro anni.

Nel parere espresso il 15 febbraio 2023, il Consiglio federale ha fondamentalmente respinto il progetto. Le spese correlate peserebbero sul bilancio federale per quasi 800 milioni nell’anno d’introduzione, importo destinato a salire decisamente negli anni successivi, e non sarebbero dunque sostenibili alla luce della situazione finanziaria già di per sé complessa. Inoltre, la competenza per la custodia di bambini complementare alla famiglia e il sostegno alla prima infanzia spetterebbero in primo luogo ai Cantoni e ai Comuni. Se il Parlamento dovesse decidere di entrare nel merito del progetto, l’Esecutivo propone innanzitutto di dimezzare il contributo federale ai costi a carico dei genitori, fissandolo al 10 per cento dei costi medi per un posto di custodia;

chiede altresì di compensare almeno parzialmente l’aumento delle uscite per la Confederazione riducendo la quota cantonale sulle entrate dell’imposta federale diretta e di rinunciare completamente agli accordi di programma con i Cantoni.

Il 1° marzo 2023 il Consiglio nazionale ha approvato una versione pressoché invariata del progetto della CSEC-N, senza tener conto delle richieste avanzate dal Consiglio federale circa un sistema più snello e semplice con costi minori e un parziale controfinanziamento da parte dei Cantoni. Il Consiglio nazionale ha respinto una proposta di minoranza sulla riduzione della quota cantonale con 108 voti contro 85 voti e 3 astensioni. L’affare viene ora dibattuto in seno alla CSEC-S.

Il Consiglio federale resta del parere che il progetto del Consiglio nazionale presenti delle notevoli criticità sia sul piano federale che di politica finanziaria. Ribadisce che i costi del progetto devono essere quanto meno dimezzati, o riducendo il contributo federale ai costi a carico dei genitori, passando dal 20 al 10 per cento dei costi medi per

Consultazione

un posto di custodia complementare alla famiglia, e rinunciando agli accordi di programma, oppure attraverso una proposta alternativa della CSEC-S. Conferma inoltre la propria posizione circa il fatto che i Cantoni, in uno dei loro ambiti di competenza, dovrebbero contribuire in misura sostanziale per alleviare un tale aumento degli oneri per le casse federali, e lo fa anche alla luce del fatto che nella procedura di consultazione 23 Cantoni hanno accolto favorevolmente il progetto della CSEC-N. La legge federale sullo sgravio del bilancio dovrà pertanto includere nuovamente la base legale per una riduzione della quota cantonale sulle entrate dell’imposta federale diretta. In questo modo, i Cantoni avranno l’opportunità di esprimere la loro posizione nel quadro