Rapporto esplicativo
Consultazione 2023/29: Legge federale concernente le misure di sgravio del bilancio della Confederazione applicabili dal 2025 · 22 pagine
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Compendio
Il freno all’indebitamento sancito dalla Costituzione esige che le uscite e le entrate ordinarie della Confederazione raggiungano un equilibrio nell’arco di un ciclo congiunturale. Il piano finanziario 2024–2026 presenta importanti deficit strut-
turali. Nella primavera del 2023 il Consiglio federale ha già approvato misure di
sgravio per un valore di circa 2 miliardi di franchi all’anno. Con il presente pro-
getto, l’Esecutivo sottopone al Parlamento le misure di sgravio che richiedono modifiche legislative.
Situazione iniziale
La pressione sul bilancio federale sarà sempre più forte nei prossimi anni: oltre al rapido aumento delle spese per l'esercito, le spese per l’AVS e sanitarie continueranno a crescere notevolmente per effetto dell’andamento demografico. A queste si aggiungeranno le uscite per contribuire nei prossimi anni al finanziamento della ricostruzione dell’Ucraina, all’estensione della custodia di bambini complementare alla famiglia richiesta dal Consiglio nazionale, allo sgravio dei premi delle casse malati nonché all’ampliamento delle misure di tutela del clima. Ne conseguiranno, nei prossimi anni, deficit strutturali dell’ordine di miliardi, che renderanno fondamentale definire delle priorità. L’aumento delle entrate ordinarie non è sufficiente a coprire tutte le necessità menzionate e il freno all’indebitamento non lascia spazio per fare altro debito. La straordinarietà serve per ovviare temporaneamente a situazioni di crisi, ma non si può fare appello a un fabbisogno finanziario straordinario per finanziare (ulteriori) compiti permanenti o uscite aggiuntive imponibili.
Contenuto del progetto
A fronte di tale situazione, il Consiglio federale ha deciso di procedere gradualmente all’eliminazione dei deficit strutturali. Per farlo, si è basato in particolare sui principi seguenti:
Senza modifiche legislative
• Per quanto riguarda le uscite debolmente vincolate, il Consiglio federale ha ridotto la crescita prevista di 2 punti percentuali una tantum (circa 450 mio. fr. Consultazioneall’anno). La curva di crescita delle uscite per l’esercito è stata inoltre rivista al ribasso per i primi anni, di modo che tali uscite debbano raggiungere l’1 per cento del prodotto interno lordo solo nel 2035, e non più nel 2030 come auspicato dal Parlamento.
• Le riserve devono essere prelevate e non messe a budget, se non necessarie. Per attuare tale principio, il Consiglio federale ha deciso di non preventivare più dal 2024 il contributo obbligatorio a Orizzonte Europa, che si profila non essenziale, e di ridurre temporaneamente (di 150 mio. fr. all’anno) il conferimento al Fondo per l’infrastruttura ferroviaria.