Rapporto esplicativo

Consultazione 2023/29: Legge federale concernente le misure di sgravio del bilancio della Confederazione applicabili dal 2025 · 22 pagine

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Rapporto esplicativo

1 Situazione iniziale

1.1 Necessità di agire e obiettivi

Il 17 agosto 2022 l’Esecutivo ha adottato il messaggio concernente il preventivo della Confederazione svizzera per il 2023 con PICF 2024–2026. Nel piano finanziario 2024– 2026, a causa di nuove decisioni in materia di spesa, i limiti dettati dal freno all’indebitamento sono sforati di diversi miliardi. Tenendo conto delle decisioni parlamentari adottate nel secondo semestre del 2022 e delle stime aggiornate relative alle entrate e alle uscite, all’inizio del 2023 l’Amministrazione federale delle finanze ha calcolato deficit strutturali pari a 2 miliardi per il 2024 e 3 miliardi dal 2025. Sulla base di ciò, tra la fine di gennaio e la fine di marzo 2023, il Consiglio federale ha deciso varie misure finalizzate all’eliminazione dei deficit strutturali (cfr. n. 1.2 Misure di correzione di bilancio), che comportano uno sgravio del bilancio federale pari a circa 2 miliardi di franchi all’anno. Permangono tuttavia deficit strutturali fino a 1 miliardo di franchi nel piano finanziario 2025–2027. Il bilancio potrebbe presentare squilibri strutturali anche negli anni successivi, poiché, se la politica della spesa resta invariata, le uscite continueranno ad aumentare notevolmente, mentre determinate misure di sgravio sono di natura temporanea.

1.1.1 Entrate

Nei prossimi anni le entrate ordinarie potrebbero crescere di circa 2 miliardi di franchi all’anno. Tale incremento è da attribuirsi quasi esclusivamente alla crescita delle entrate fiscali più consistenti in termini di importi (imposta federale diretta, imposta sul valore aggiunto, imposta preventiva). Le tasse di bollo e le tasse sul traffico, invece, mostrano un aumento di gran lunga inferiore. Le restanti imposte sul consumo, come il gettito dall’imposta sugli oli minerali e dall’imposta sul tabacco, così come naturalmente le tasse d’incentivazione, registrano un andamento decrescente o stagnante. Per le entrate non fiscali (tra cui regalie e concessioni, entrate finanziarie) si suppone una crescita proporzionata alla crescita economica. Per quanto riguarda la distribuzione dell’utile della Banca nazionale svizzera (BNS), ci si aspetta un importo di base con una quota federale pari a 0,7 miliardi. L’incremento delle entrate che restano nelle casse federali e non sono a destinazione vincolata né destinate a terzi per legge corrisponde a circa 1,7 miliardi l’anno.

Le previsioni relative alle entrate hanno un margine di incertezza. Per ogni anno diConsultazione preventivo, le stime vengono effettuate circa venti mesi prima della conclusione del pertinente esercizio, sulla base delle previsioni economiche più aggiornate. Contestualmente è necessario tenere in considerazione anche mutamenti del quadro normativo, le cui ripercussioni finanziarie sono difficilmente prevedibili. Sono previste entrate aggiuntive dal 2026, derivanti dall’imposizione minima dell’OCSE, e dal 2030, derivanti dalla tassa prevista sui veicoli elettrici (in aggiunta all’imposta sugli oli minerali). Non è ancora possibile determinare con certezza quando e in quale misura subentreranno tali entrate supplementari, che potrebbero inoltre esercitare un effetto di sgravio sul bilancio solo limitato a causa dei vincoli di destinazione.