Rapporto esplicativo
Consultazione 2023/42: Revisione del Codice civile svizzero (Educazione non violenta) · 21 pagine
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Compendio
La legislazione in vigore vieta già il ricorso alla violenza nell’educazione. La pre-
sente revisione di legge sancisce esplicitamente il principio dell’educazione non violenta nel Codice civile (CC) e precisa il dovere di educazione dei genitori per
il bene del figlio. Come componente fondamentale dell’attuazione, occorre disci- plinare per legge anche l’agevolazione dell’accesso a servizi con offerte di con-
sulenza e aiuto per figli e genitori sotto forma di misura di accompagnamento.
La mozione Bulliard-Marbach 19.4632 viene così adempiuta secondo una propo-
sta già formulata in precedenza.
Situazione iniziale
Dall’abolizione del cosiddetto diritto di correzione nel 1978, non è più consentito ricor- rere alla violenza per educare i propri figli. Le disposizioni legislative in vigore, il sistema di aiuto all’infanzia e alla gioventù e determinate misure di sensibilizzazione proteggono i fanciulli dalla violenza in famiglia.
Ciononostante sono stati richiesti a più riprese un esplicito divieto legale delle punizioni corporali e di altri trattamenti degradanti nonché il diritto a un’educazione non violenta. Inoltre, a livello internazionale la Svizzera è stata più volte esortata a disciplinare la questione a livello di legge.
Dopo che nel suo rapporto in adempimento del postulato Bulliard-Marbach 20.3185 il Consiglio federale aveva spiegato come si potrebbe ancorare nel CC la protezione dei bambini dalla violenza nell’educazione e presentato una proposta concreta, il Parla- mento ha adottato la mozione Bulliard-Marbach 19.4632, che chiede di sancire l’edu- cazione non violenta nel CC.
Contenuto del progetto
Conformemente alla proposta precedente, si propone di completare in due punti il do- vere di educazione dei genitori disciplinato all’articolo 302 CC. Da un lato, una nuova disposizione obbligherà esplicitamente i genitori a educare il figlio senza ricorrere a punizioni corporali e ad altre forme di violenza degradante. Si tratta di una disposizione del diritto di famiglia con funzione di linea guida che costituisce un chiaro segnale del legislatore e, precisando l’attuale obbligo genitoriale, mira a potenziare la prevenzione. D’altro lato, per sostenere e accompagnare l’attuazione della legge è necessario intro- durre una regolamentazione che promuova e migliori l’accesso ai consultori educativi.
Queste due integrazioni legali che sanciscono il principio dell’educazione non violenta si inseriscono nell’attuale sistema di prevenzione (offerte di sostegno e campagne di sensibilizzazione), intervento (autorità di protezione dei minori e degli adulti) e sanzione (autorità di perseguimento penale). L’attenzione sarà rivolta in via preventiva al bene del figlio e ai servizi di sostegno per genitori e figli in situazioni di conflitto.