Rapporto esplicativo

Consultazione 2023/42: Revisione del Codice civile svizzero (Educazione non violenta) · 21 pagine

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Rapporto esplicativo

1 Situazione iniziale

1.1 In generale

Dall’abolizione del cosiddetto diritto di correzione dei genitori (ex art. 278 CC1) con l’en- trata in vigore della revisione del diritto della filiazione nel 1978, sono stati presentati vari interventi parlamentari volti a proteggere meglio i minori dalla violenza in famiglia, nonché a sancire esplicitamente nella legge il divieto delle punizioni corporali e di altri trattamenti degradanti, e il diritto a un’educazione non violenta2. A livello internazionale, la Svizzera è stata più volte esortata a legiferare in materia3. La questione è stata te- matizzata regolarmente anche dalla società civile e dal mondo accademico4.

A novembre 2019 la Commissione federale per l’infanzia e la gioventù (CFIG) si è espressa a favore dell’inserimento di una norma legale nel CC, in quanto attualmente in Svizzera mancherebbe «una linea guida che proscriva la violenza nell’educazione e sulla quale gli educatori si possano basare prima ancora di arrivare alla violenza e cui gli specialisti possano semplicemente far riferimento»5.

A dicembre 2019 la consigliera nazionale Christine Bulliard-Marbach ha presentato la mozione 19.4632 «Sancire nel Codice civile l’educazione non violenta». Il 26 febbraio 2020 il Consiglio federale ha proposto di respingere la mozione, dicendosi tuttavia di- sposto a esaminare la questione nel quadro di un rapporto tenendo conto della presa di posizione della CFIG. Il 4 maggio 2020 la consigliera nazionale Christine Bulliard-Marbach ha presentato il postulato 20.3185 «Protezione dei figli dalla violenza nell’edu- cazione», con cui ha incaricato il Consiglio federale di esaminare le possibilità di san- cire nel Codice civile la protezione dei figli dalla violenza nell’educazione. Il postulato è stato accolto dal Consiglio nazionale il 9 dicembre 20206 (cfr. cap. 1.2.1 in merito al rapporto).

1 RS 210

2 Già nel 1996, con la mozione 96.3176 della CAG-N «Divieto legale contro le punizioni corporali e il trattamento degradante dei bambini», e poi nei seguenti interventi parlamentari: Interrogazione Fehr 13.1022 «Violenza nell'educazione. Come fermarla?»; mozione Feri 13.3156 «Per un'educazione non violenta»; mozione Galladé 15.3639 «Abolire le punizioni corporali»; mozione Marchand-Balet 18.3603 «Iscrivere nel Codice civile il divieto delle punizioni corporali e di altri trattamenti degradanti nei confronti dei minori»; mozione Bulliard- Marbach 19.4632 «Sancire nel Codice civile l'educazione non violenta». Cfr. ad. es. anche a livello cantonale: Canton Giura, mozione Frossard 1402 «Loi cantonale instituant la prévention contre les violences éducatives ordinaires» del 24 novembre 2021.

3 Nel quadro del Rapporto degli Stati parte dinanzi al Comitato ONU per i diritti del fanciullo, al Comitato dell’ONU contro la tortura e nell’ambito dell’Esame periodico universale della Svizzera (Universal periodic review UPR). Per ulteriori dettagli: Rapporto Po. Bulliard- Marbach (non disponibile in italiano), cap. 3.1.1. Cfr. anche le più recenti raccomandazioni: UPR Switzerland 2023, raccomandazioni 39.263-39.267.

4 Cfr. Rapporto Po. Bulliard-Marbach, cap. 1.1 ed anche la petizione 15.2016 Klasse 3/4e Schule Gäbelbach, Berna «Für ein Verbot von Ohrfeigen».

5 Posizione della CFIG (2019), pag. 16.

6 Cfr. dibattiti e decisione del Consiglio nazionale nella sezione «Cronologia» su www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20203185. 5/21