Rapporto esplicativo
Consultazione 2023/56: 20.406 n Iv. pa. Silberschmidt. Gli imprenditori che pagano i contributi per l’assicurazione contro la disoccupazione devono anche essere assicurati contro la disoccupazione · 19 pagine
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2.1 Necessità d’intervento e obiettivi
La CSSS-N e la CSSS-S hanno dato seguito all’iniziativa parlamentare, ritenendo importante che le persone in posizione analoga a quella dei datori di lavoro abbiano accesso alle prestazioni dell’AD se versano i relativi contributi.
2.2 Alternative esaminate e opzione scelta
La CSSS-N e la CSSS-S concordano sul fatto che l’estensione delle prestazioni dell’AD alle persone in posizione analoga a quella dei datori di lavoro debba essere limitata all’ID.
La CSSS-N è a favore di un accesso più rapido all’ID per queste persone, sostenendo che, in alternativa, queste debbano essere esentate dall’obbligo di pagare i contributi.
3 Punti essenziali del progetto preliminare
Per la CSSS-N è importante che le persone in posizione analoga a quella dei datori di lavoro possano accedere più rapidamente all’ID, riducendo al contempo il rischio di abusi (variante della maggioranza). In alternativa, dovrebbero essere esentate dall’obbligo di pagare i contributi (variante della minoranza).
La variante della maggioranza mira a concedere il diritto all’ID mantenendo la posizione analoga a quella dei datori di lavoro. Per ridurre il rischio di abusi è obbligatorio il rispetto di diversi requisiti, elencati nel progetto preliminare. Una proposta di una minoranza relativa a la variante maggioranza prevede ulteriori requisiti contro gli abusi. A differenza della variante della minoranza, il rischio di abusi concerne le prestazioni dell’AD e non l’obbligo degli assicurati di pagare i contributi (cfr. capitolo 4).
La variante della maggioranza prevede che la persona non eserciti più un’attività lucrativa nell’azienda in cui ricopre una posizione analoga a quella dei datori di lavoro: non deve dunque più del tutto lavorare in questa azienda. Inoltre, il rientro in questa attività è generalmente vietato per cinque anni (termine quadro per la riscossione dell’ID più altri 3 anni). Non è nemmeno possibile ricoprire la carica di membro del consiglio d’amministrazione. È inoltre previsto un periodo di attesa di 20 giorni (la proposta di una minoranza prevede 120 giorni, in analogia con la giurisprudenza del Tribunale federale: se la persona ha lavorato per sei mesi in un’azienda terza, viene meno il legame di causalità tra la perdita di lavoro e la posizione analoga a quella dei datori di lavoro; cfr. DTFA C 171/03 del 31.3.2004). Questi requisiti sono necessari per ridurre il rischio di abusi e per verificare concretamente l’idoneità al collocamento. Inoltre, questa variante comporta una riduzione dell’importo dell’indennità giornaliera nel senso di una limitazione delle prestazioni (70 % dell’indennità giornaliera o 50 % dell’indennità giornaliera nella proposta di una minoranza). A integrazione della variante della maggioranza, un’altra minoranza propone che gli utili da partecipazioni finanziarie nell’azienda distribuiti alle persone di cui all’articolo 8 capoverso 3 siano dedotti dall’ID, per