Rapporto esplicativo

Consultazione 2023/56: 20.406 n Iv. pa. Silberschmidt. Gli imprenditori che pagano i contributi per l’assicurazione contro la disoccupazione devono anche essere assicurati contro la disoccupazione · 19 pagine

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evitare che queste persone possano ricevere contemporaneamente sia l’ID sia i profitti derivanti da partecipazioni finanziarie.

La proposta di una minoranza relativa alla variante della maggioranza mira a ridurre ulteriormente il rischio di abusi attraverso condizioni aggiuntive, ovvero la liquidazione, l’esclusione ex lege dei soci, la partecipazione massima al capitale del cinque per cento e l’esclusione del coniuge del datore di lavoro occupato nell’azienda.

Se i presupposti sono soddisfatti, sussiste il diritto all’ID. Allo stesso tempo, e in linea con lo scopo dell’AD, le persone devono essere reintegrate nel mercato del lavoro, motivo per cui il presupposto dell’idoneità al collocamento (art. 8 cpv. 1 lett. f LADI) è di importanza fondamentale.

Secondo l’articolo 15 capoverso 1 LADI, il disoccupato è idoneo al collocamento se è disposto, capace e autorizzato ad accettare un’occupazione adeguata e a partecipare a provvedimenti di reintegrazione (provvedimenti inerenti al mercato del lavoro, PML). L’assegnazione ai PML non solo servirebbe a migliorare l’idoneità al collocamento e a promuovere qualifiche professionali in linea con le esigenze del mercato del lavoro, ma contribuirebbe anche a ridurre il rischio di abusi (chi deve partecipare a un PML non ha difatti il tempo di rientrare nella precedente azienda o non può occuparsi della liquidazione).

Questi principi di base si applicano anche ai coniugi di persone in posizione analoga a quella dei datori di lavoro occupati nell’azienda e, in linea di massima, anche al coniuge del datore di lavoro occupato nell’azienda di quest’ultimo.

Infine, per quanto riguarda l’abuso dell’ID, va sottolineato che sono applicabili le disposizioni penali di cui all’articolo 105 LADI e all’articolo 148a CP (frode assicurativa), secondo cui chiunque, mediante indicazioni non veritiere o incomplete o in altro modo, ottiene indebitamente per sé o per altri una prestazione assicurativa, è punito con la detenzione o con una pena pecuniaria.

La variante di una minoranza esenta dall’obbligo di pagare i contributi i lavoratori con una partecipazione finanziaria nell’azienda superiore al cinque per cento, i membri del consiglio d’amministrazione di una società anonima (SA), i soci di una società a garanzia limitata (Sagl) e i lavoratori che possono determinare o influenzare risolutivamente le decisioni del datore di lavoro. Allo stesso tempo, queste persone sono escluse dal diritto alle prestazioni dell’AD, così come i relativi coniugi e il coniuge del datore di lavoro occupato nell’azienda di quest’ultimo. Il datore di lavoro è una persona che esercita un’attività lucrativa indipendente ai sensi della legislazione in materia di AVS.

Le persone in posizione analoga a quella dei datori di lavoro sono considerate dipendenti ai sensi della legislazione in materia di AVS. È compito del datore di lavoro dedurre i contributi per i propri dipendenti dal salario di questi ultimi e versarli alla cassa di compensazione AVS. Questa nuova categoria speciale di persone tenute al pagamento dei contributi comporterebbe nuovi compiti e ostacoli per le casse di compensazione AVS e le casse di disoccupazione (CAD), e renderebbe più costoso il versamento dei contributi AVS. Questi oneri supplementari dovranno essere rimborsati dal fondo di compensazione dell’AD alla CAD.