Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/77: Revisione dell’ordinanza 2 concernente la legge sul lavoro: Lavoro domenicale nei distretti turistici urbani · 23 pagine
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5.1.2 Organizzazioni patronali
Le organizzazioni patronali sostengono l’orientamento del progetto e una modifica dell’ordinanza, tuttavia affermano che il progetto è troppo restrittivo e non va abbastanza lontano.
HotellerieSuisse precisa che lo scopo non è liberalizzare il lavoro domenicale in tutta la Svizzera, ma conseguire valore aggiunto grazie a un’offerta globale allettante in zone chiaramente definite dei centri urbani. I turisti stranieri si aspettano una simile esperienza d’acquisto, quindi esiste un enorme potenziale non ancora sfruttato. Peraltro numerosi Paesi europei avrebbero adeguato i loro orari di apertura ai bisogni dei clienti, compresa la domenica.
GastroSuisse ritiene che la limitazione a determinati tipi di esercizi commerciali e a un numero ristretto di grandi città non consente di raggiungere l’obiettivo di rendere le zone turistiche urbane più interessanti per i turisti che, al contrario, rischiano di chiedersi perché solo pochi negozi siano aperti. Un’esperienza d’acquisto variata e diversificata è indispensabile per rimanere competitivi.
5.2 Capoverso 1 (limitazione dell’assortimento)
USS, Unia e SYNA criticano la mancanza di una limitazione della superficie dei negozi, mentre dovrebbe essere prevista analogamente alla normativa sulle aziende al servizio dei viaggiatori e sui negozi delle stazioni di servizio. Questa restrizione consente di controbilanciare i rischi di concentrazione nella grande distribuzione e di aprire negozi di lusso.
Secondo USS e Unia le definizioni dell’assortimento sono poco chiare e contraddittorie, pertanto dovrebbero essere precisate. Così com’è redatta, la disposizione indebolisce completamente l’obbligo di una regolamentazione limitata a un’offerta (di lusso) per i turisti. In queste «zone» non sarebbero considerati soltanto i negozi che propongono articoli di lusso, ma anche quelli che possono puntare a una fetta più ampia della popolazione. Ciò rischia di creare una situazione in cui le vendite domenicali sono aperte a tutti nelle città e non soltanto ai turisti. Questa ipotesi si riallaccia all’esperienza delle stazioni che, secondo la legge, hanno lo stesso gruppo target di «viaggiatori/turisti», ma che sono in realtà centri commerciali domenicali destinati al grande pubblico. SYNA e Travail.Suisse propongono che, nel caso in cui si desse seguito al progetto, siano presi in considerazione soltanto i negozi che propongono articoli di lusso.
Viceversa, le organizzazioni patronali ritengono che si debba rinunciare a specificare i bisogni dei turisti (HotellerieSuisse). In uno Stato liberale, non compete alle autorità dettare i bisogni ai consumatori (HotellerieSuisse). In particolare i turisti giornalieri rappresentano un enorme potenziale di acquisto non sfruttato. HotellerieSuisse chiede di eliminare l’espressione «bisogni specifici». L’introduzione di zone turistiche dovrebbe consentire di soddisfare tutti i bisogni di acquisto dei turisti. USI condivide questo parere e chiede che siano autorizzati ad aprire tutti i negozi delle zone turistiche.
usam ritiene che le limitazioni dell’assortimento sono troppo importanti. L’apertura domenicale dei negozi senza restrizioni nell’assortimento è già parte integrante del turismo urbano in numerose città europee. Inoltre, queste restrizioni complicano l’esecuzione da parte dei Cantoni. Anziché limitare l’assortimento, sarebbe ipotizzabile una riduzione degli orari di apertura (HotellerieSuisse).
GastroSuisse osserva che il Consiglio federale definisce un quadro di riferimento per un turismo sostenibile nella sua Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030, ponendo l’accento sui circuiti economici regionali, secondo i quali i prodotti locali e regionali dovrebbero svolgere un ruolo importante nella commercializzazione turistica. In linea con questo, sarebbe dunque op-