Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/77: Revisione dell’ordinanza 2 concernente la legge sul lavoro: Lavoro domenicale nei distretti turistici urbani · 23 pagine

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4 Rappresentanti dei partiti politici

4.1 Osservazioni generali

Da parte dei partiti politici sono pervenuti 7 pareri. Un partito (Alleanza del Centro) sostiene il progetto, poiché consente di aumentare l’attrattiva delle città e risponde a un bisogno pubblico già manifesto. PLR e UDC accolgono con favore il principio di una modifica legislativa per gli stessi motivi, ma chiedono una rielaborazione del progetto. PEV, Giovani PEV, Verdi e PSS si oppongono all’intero progetto nel merito.

I Verdi ritengono inutile indebolire il divieto di lavoro domenicale, tanto più che il personale di vendita e l’elettorato si sono già pronunciati a più riprese contro la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi. In questo contesto non è opportuno indebolire la protezione dei lavoratori.

Il PSS osserva che l’indebolimento della protezione dei lavoratori riguarda un settore già fortemente deregolamentato e gravoso. Le condizioni di lavoro molto flessibili rendono difficile conciliare la vita professionale con quella privata e arrecano danno alla salute. Sarebbero interessati anche gli ambiti connessi al personale di vendita, tra cui la logistica, le consegne, la pulizia, la sicurezza. Il campo delle «eccezioni» continuerebbe ad ampliarsi. Le votazioni di questi ultimi anni hanno mostrato chiaramente che gli elettori non vedono la necessità di liberalizzare ulteriormente gli orari di apertura dei negozi: quasi tre quarti delle votazioni cantonali si sono conclusi con un rifiuto. Inoltre, non è sufficientemente dimostrato che l’economia abbia bisogno di una modifica dell’ordinanza 2. Infine, il partito sostiene che il progetto non proviene da una richiesta di «Svizzera turismo e le città associate», ma soltanto da tre Cantoni e da due enti promotori del turismo (GE e ZH) in un contesto ancora molto toccato dalla pandemia.

Per il PEV, la domenica non lavorativa è un elemento importante della vita sociale (riposo, amicizie, attività domenicali) ed è indispensabile per la vita familiare, soprattutto per conciliare lavoro e vita privata. Riveste un’importanza particolare anche per la libertà di religione, che deve poter essere praticata «individualmente e collettivamente» secondo la Convenzione europea dei diritti umani. Al giorno d’oggi, questo giorno di riposo condiviso costituisce anche una forma di disconnessione dal lavoro, mentre tende ad accentuarsi l’obbligo di essere sempre reperibili. Il partito ricorda anche il divieto di principio del lavoro domenicale. Al riguardo, la domanda da parte dei turisti di fare acquisti la domenica non risponde a un interesse sociale imperativo che giustifichi un’eccezione. Inoltre, è d’obbligo adottare una certa prudenza in considerazione dei risultati negativi sull’argomento ottenuti dalle votazioni cantonali degli ultimi anni.

I Giovani PEV affermano che il richiamo turistico della Svizzera non dipende dalla possibilità di fare acquisti la domenica. La liberalizzazione comporterebbe un’erosione crescente del riposo domenicale e nuocerebbe al tempo dedicato alla famiglia e alla cura delle relazioni sociali. Nella fattispecie, nessun bisogno impellente o necessità giustifica una deroga al divieto di lavorare la domenica. Tale disposizione comporterebbe una concorrenza sleale nei confronti degli altri esercizi commerciali situati in zone non turistiche. Inoltre, l’estensione degli orari di apertura non migliorerebbe necessariamente i risultati economici, ma semplicemente cambierebbe le abitudini di acquisto.