Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/77: Revisione dell’ordinanza 2 concernente la legge sul lavoro: Lavoro domenicale nei distretti turistici urbani · 23 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 12Fedlex · Rapporto sui risultati
portuno che il Consiglio federale presentasse un progetto fattibile ed equo per l’economia locale. Il commento della SECO dovrebbe pertanto interpretare in modo ampio il capoverso 1 e precisare che i negozi con un’offerta importante di prodotti regionali sono interessati dalla nuova norma derogatoria.
5.3 Capoverso 2 (definizione delle zone turistiche)
Secondo i sindacati (USS, Unia), la definizione delle zone turistiche urbane è vaga e arbitraria. Il 50 per cento di turisti stranieri stabilito nel testo non corrisponde a una percentuale elevata e occorre portarla almeno al 70 per cento (proposto anche da SYNA). Inoltre, l’interpretazione della «raggiungibilità a piedi» e della definizione di un’«ampia» gamma (di servizi...) crea incertezze del diritto, così come quella di «strutture culturali». Così si lascia spazio a un’interpretazione arbitraria delle zone turistiche in funzione della volontà politica. Tra l’altro, tale mancanza di chiarezza impedisce un controllo efficace.
I sindacati esprimono forti critiche anche all’assenza del criterio della stagionalità, poiché fa sparire la logica dell’eccezione di questa disposizione (SSIC, Unia, USS, SYNA, Travail.Suisse). Un’autentica disposizione speciale diventa quindi permanente, il che è molto problematico, proprio perché anche il turismo urbano presenta una certa stagionalità. Eliminare il criterio della stagionalità sarebbe assurdo anche dal punto di vista della concorrenza con le zone turistiche classiche (Travail.Suisse).
Il criterio della percentuale di pernottamenti da parte dei turisti stranieri è criticato da alcune organizzazioni, secondo cui non tiene conto in misura sufficiente dei bisogni dei turisti giornalieri (HotellerieSuisse, USI). Si giungerebbe così a escludere le città con oltre 60 000 abitanti che non dispongono di sufficienti infrastrutture alberghiere e che non hanno una maggioranza di turisti provenienti dall’estero. Si esorta ad adottare un approccio più pragmatico, per esempio ridimensionando il fattore dei pernottamenti (usam). USI e HotellerieSuisse propongono in proposito una riduzione al 30 per cento del valore di questi pernottamenti. Sarebbe altresì opportuno precisare se la quota di pernottamenti degli ospiti stranieri si riferisce alle zone o alle città (GastroSuisse).
Per includere le città turistiche più piccole come Montreux o Interlaken, GastroSuisse propone di aggiungere, unitamente alle condizioni cumulative già esposte, un’alternativa per le città con oltre 100 000 pernottamenti di turisti stranieri all’anno («(…), oder in Städten mit mehr als 100'000 ausländischen Logiernächten pro Jahr. (…)»).
5.4 Capoverso 3 (bisogni del turismo internazionale)
HotellerieSuisse chiede la soppressione del capoverso 3 poiché le restrizioni dell’assortimento sono estranee alla prassi. Da un punto di vista turistico, sarebbe inutile aprire soltanto alcuni negozi o alcune parti di essi (HotellerieSuisse, USI). Ai turisti risulterebbe altrettanto incomprensibile che soltanto i gruppi target del segmento del lusso possano fare i loro acquisti la domenica. USI ritiene che le restrizioni dell’assortimento non sono accettabili né per i dettaglianti né per la clientela e producono una distorsione della concorrenza.
5.5 Capoverso 4 (compensazione finanziaria del lavoro domenicale)
I sindacati criticano la libertà che l’ordinanza lascia ai Cantoni su come fissare le compensazioni e l’assenza di una compensazione minima. Alcuni chiedono espressamente che le compensazioni siano inserite in un CCL di obbligatorietà generale. Il contratto collettivo dovrà comprendere salari minimi, una compensazione del lavoro domenicale, limitazioni in merito alla durata della pausa di mezzogiorno, la possibilità di beneficiare di due fine settimana di riposo