Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/77: Revisione dell’ordinanza 2 concernente la legge sul lavoro: Lavoro domenicale nei distretti turistici urbani · 23 pagine
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KGV ZH, StadtKonzeptBasel, Swiss Retail Federation, Wirtschaftsverband Luzern, ZHK, VZH, Zürich Tourismus).
Un altro argomento contrario a specificare i bisogni dei turisti è che questi possono variare in funzione di parametri culturali, generazionali e congiunturali (CCIG). Inoltre, in uno Stato liberale, non compete alle autorità dettare i bisogni dei consumatori (Basel Tourismus, CP, FER, TCV, FevCom).
Alcune organizzazioni chiedono di eliminare il rinvio all’articolo 12 capoverso 1bisOLL 2 (City Vereinigung Luzern, Gewerbeverband BS, Commerce Suisse, HotellerieSuisse Basel, StadtKonzeptBasel, Swiss Retail Federation, Wirtschaftsverband Luzern, ZHK, VZH). I rimandi dovrebbero corrispondere a quelli per il turismo di montagna, ossia l’articolo 8 capoverso 1, l’articolo 12 capoverso 1 e l’articolo 14 capoverso 1 OLL 2.
FER osserva che le limitazioni previste sono quelle prevalenti nei centri commerciali (cfr. art. 25 cpv. 3 e 4 OLL 2). Questo parallelismo è fuori luogo, poiché gli obiettivi e il funzionamento di un centro urbano non possono essere paragonati a quelli di un centro commerciale in considerazione delle loro differenze a livello di missione, ruolo economico e sociale, contributo alla ricchezza del Paese ed esigenze d’intrattenimento.
CGAS, che si oppone al principio stesso di un’ulteriore liberalizzazione, ritiene che il progetto contenga nozioni poco chiare. Per esempio, i bisogni specifici dei turisti non sono definiti e rimandano alla prassi attuale. Per determinare se l’assortimento serva a rispondere a tali bisogni, occorre affidarsi all’impressione generale data dall’assortimento. Il livello di precisione richiesto nella definizione dovrebbe essere proporzionato alla violazione del principio di divieto di lavoro domenicale, che qui è importante.
6.3 Capoverso 2 (definizione delle zone turistiche)
6.3.1 Osservazioni generali
La definizione delle zone turistiche si basa su un approccio arbitrario e rischia di comportare una disparità di trattamento tra i negozi della zona in questione e quelli situati 20 metri più lontano (CP).
Secondo l’UPSC, l’accento deve essere posto sul numero di turisti e non su quello di abitanti. Esistono diverse località che non raggiungono i 60 000 abitanti, ma che costituiscono città (oltre 10 000 abitanti) e luoghi turistici importanti. L’approccio deve dunque essere pragmatico, nell’intento di promuovere il turismo e contribuire alla prosperità economica del Paese.
ACS e UCS ritengono che determinare le zone turistiche dovrebbe competere autonomamente ai Comuni o alle Città; occorre dunque eliminare la competenza dei Cantoni. Altre organizzazioni propendono per lasciare una maggiore autonomia ai Cantoni (CCIG, City Vereinigung Zürich, Associazione di Commercio.swiss, KGV ZH, Zurich Tourismus, CCI GE/FR/JU/NE/TI/VS/VD) e al partenariato sociale (CCI GE/FR/JU/NE/TI/VS/VD).
6.3.2 Soglia dei 60 000 abitanti
Diverse organizzazioni auspicano l’abolizione della soglia di abitanti (CCIG, CCI GE/FR/JU/NE/TI/VS/VD, City Vereinigung Zürich, UCS). Compete alle città definire se desiderano puntare sul turismo internazionale per il loro sviluppo. Inoltre, questa soglia crea disparità di trattamento e distorsioni della concorrenza tra le città (Verein Metropolitanraum ZH).