Rapporto esplicativo - OPAc (Mozione Jauslin)
Consultazione 2025/123: Pachetto d’ordinanze in materie ambientale, autunno 2026 · 17 pagine
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4.3 Allegato 2, numero 21, capoverso 3bis
Come avveniva in precedenza, la temperatura delle acque sotterranee può essere mo- dificata in misura maggiore rispetto a quanto specificato nell’allegato 2 numero 3 OPAc entro una certa distanza dal punto in cui avviene l’apporto o il prelievo di calore o di freddo. La formulazione finora poco precisa «restano riservate variazioni di tempera- tura in zone strettamente delimitate» viene ora specificata con la dicitura «sono fatte salve le variazioni della temperatura più marcate entro una distanza di 100 metri dal punto di apporto o prelievo di calore o di freddo». Ciò corrisponde alla distanza mas- sima applicata finora nella pratica, come indicato nelle Istruzioni pratiche per la prote- zione delle acque sotterranee (UFAFP 2004)9 e nell’aiuto all’esecuzione Wärmenu- tzung aus Boden und Untergrund (UFAM 200910).
Negli impianti di ricircolo11 per lo stoccaggio stagionale di calore e freddo, la distanza massima di 100 m viene calcolata dal pozzo di prelievo dell’acqua, che è posto a valle del pozzo di infiltrazione e da cui si deve recuperare il più integralmente possibile il calore o il freddo immagazzinato nelle acque sotterranee. La distanza tra il pozzo di infiltrazione e il pozzo di prelievo, entro la quale la temperatura dell’acqua sotterranea può essere modificata rispetto allo stato naturale in misura superiore a quanto consen- tito dal capoverso 3, può quindi superare i 100 m, consentendo così una disposizione ottimale dei due pozzi.12
Per l’apporto di freddo o il prelievo di calore, viene ora stabilita una temperatura minima di 2 °C da rispettare in ogni caso. Questa misura mira a prevenire un eccessivo sfrut- tamento termico e ad assicurare che l’acqua sotterranea all’interno dell’acquifero non possa congelare.
4.4 Allegato 2, numero 21, capoverso 3ter
Questo nuovo capoverso concede ai Cantoni la possibilità di autorizzare deroghe alla distanza massima consentita di 100 m (capoverso 3bis) entro la quale la temperatura può essere modificata in misura maggiore rispetto a quanto previsto dal capoverso 3. Ciò può rendersi necessario per impianti con un fabbisogno di potenza termica più elevato, ad esempio per l’approvvigionamento termico di una grande rete di riscalda- mento.
Trattandosi di un’autorizzazione eccezionale, i richiedenti devono fornire la prova del fabbisogno e deve essere effettuata una ponderazione di tutti gli interessi coinvolti.
9 UFAFP (2004): Istruzioni pratiche per la protezione delle acque sotterranee. Pratica ambientale. Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio, Berna, pag. 66. Disponibile all’indirizzo: https://www.bafu.admin.ch/dam/it/sd-web/o-7n8CGB2JuC/wegleitung_grundwasserschutz.pdf
10 UFAM (2009): Wärmenutzung aus Boden und Untergrund. Vollzugshilfe für Behörden und Fachleute im Bereich Erdwärmenutzung. Pratica ambientale n. 0910. Ufficio federale dell’ambiente, Berna, pag. 22. Disponibile all’indirizzo: https://www.bafu.admin.ch/bafu/de/home/themen/wasser/publikationen-studien/publikationen-wasser/waermenutzungboden-untergrund.html
11 Negli impianti di ricircolo, i pozzi di prelievo e di resa sono disposti in modo inverso: Il pozzo di prelievo dell’acqua riscaldata o raffreddata si trova a valle del pozzo di resa.
12 La distanza ottimale tra il pozzo di infiltrazione e il pozzo di prelievo dipende principalmente dalla velocità di deflusso delle acque sotterranee, dallo scarto temporale tra lo stoccaggio di calore o di freddo e il fabbisogno di calore o di freddo, nonché dalla quantità di calore o freddo da immagazzinare.