Rapporto esplicativo - OPAc (Mozione Jauslin)

Consultazione 2025/123: Pachetto d’ordinanze in materie ambientale, autunno 2026 · 17 pagine

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correlate perforazioni in profondità14, è possibile garantire ulteriormente che i requisiti di cui alle lettere a–c siano soddisfatti.

Le prove devono essere fornite con una modellazione della falda adeguata al singolo caso, secondo le istruzioni dell’autorità. Le esigenze relative a tale modellazione sono definite congiuntamente da Confederazione, Cantoni e settore competente. Va da sé che variazioni di temperatura nell’ordine di 0,1 °C (lett. a e b) rientrano nell’intervallo di oscillazione naturale della temperatura delle acque sotterranee e nel margine d’errore degli strumenti di misura, motivo per cui il rispetto di tali esigenze può essere verificato soltanto in maniera approssimativa, anche mediante un monitoraggio esteso (n. 1). Risulta pertanto tanto più importante disporre di dati di base sufficientemente accurati per i calcoli sui modelli impiegati.

Per quanto concerne la lettera b, continua ad applicarsi la seguente restrizione aggiun- tiva: se la temperatura di un corpo idrico superficiale in cui affiora acqua sotterranea modificata termicamente non soddisfa le esigenze indicate nell’allegato 2 numero 12 capoverso 4 OPAc, qualsiasi ulteriore variazione sfavorevole della temperatura dell’ac- qua corrisponde a una contaminazione dell’acqua. Poiché, ai sensi dell’allegato 2 nu- mero 21 capoverso 2 OPAc, le acque sotterranee affioranti non devono contaminare le acque superficiali, in tali casi sono ammesse solo variazioni di temperatura dell’ac- qua sotterranea affiorante che contribuiscono a migliorare lo stato del corpo idrico.

Se un nuovo impianto modifica la temperatura al prelievo dell’acqua sotterranea in un impianto esistente destinato allo sfruttamento termico di una falda, tale circostanza, di per sé, non costituisce ancora un pregiudizio sostanziale dei diritti di terzi relativi allo sfruttamento delle acque sotterranee (lett. c). Per contro, si può presumere un pregiu- dizio significativo, ad esempio, se un impianto esistente per lo sfruttamento termico delle acque sotterranee non può più prelevare o apportare in falda la stessa quantità di calore di prima, perché un nuovo impianto lo impedisce.

Se un impianto con uno utilizzo termico particolarmente intenso fornisce calore ad ac- que sotterranee prossime alla superficie, questo calore in linea di principio deve essere nuovamente prelevato (lett. d). Tali impianti che apportano in falda più calore di quanto ne prelevino possono essere autorizzati soltanto se i richiedenti dimostrano che, a causa di altri utilizzi termici, l’acqua sotterranea risulta già eccessivamente raffreddata oppure se è garantito che il calore in eccesso verrà utilizzato da altri impianti.

Per gli impianti destinati allo stoccaggio stagionale di calore, la prova che nella falda non viene apportato complessivamente più calore di quanto ne venga prelevato di re- gola deve essere fornita su un periodo di tre-cinque anni. In questo modo, un eventuale apporto di calore eccessivo (ad esempio a causa di un inverno insolitamente mite con conseguente minore prelievo di calore) può essere compensato negli anni successivi con un apporto di calore ridotto o con un maggiore prelievo di calore.

14 Cfr. Geyl, Vincent, 2023: Leitfaden für bewährte Praktiken zur Regulierung von Tiefengeothermie Projekten - Erschliessung, Betrieb, Aufgabe. Studio commissionato dall’Ufficio federale dell’energia (UFE). Disponibile all’indirizzo: https://www.bfe.admin.ch/bfe/de/home/versorgung/erneuerbare-energien/geothermie.exturl.html/aHR0cHM6Ly9wdWJkYi5iZmUuYWRtaW4uY2gvZGUvcHVibGljYX/Rpb24vZG93bmxvYWQvMTEyNjM=.html