Rapporto esplicativo - OPAc (Mozione Jauslin)
Consultazione 2025/123: Pachetto d’ordinanze in materie ambientale, autunno 2026 · 17 pagine
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Idealmente, le autorità cantonali competenti dovrebbero garantire che venga realizzata un’osservazione regionale a lungo termine, volta alla caratterizzazione dello stato na- turale delle acque sotterranee e all’evoluzione quantitativa e qualitativa in relazione alle attività antropiche. In considerazione del controllo dell’efficacia, essa costituisce un pre- supposto importante per la messa a disposizione di dataset consolidati e per la verifica della plausibilità dei calcoli di dimensionamento presentati dai richiedenti.
È di competenza cantonale anche la decisione su come trasmettere al Cantone i risul- tati dell’eventuale monitoraggio richiesto e su come procedere in caso di chiusura dell’impianto.
Va tenuto presente che anche con un monitoraggio molto esteso non sarà possibile dimostrare eventuali scostamenti dai calcoli sui modelli, se tali differenze sono inferiori alle naturali fluttuazioni o al margine di errore degli strumenti di misurazione e dei me- todi di analisi.
La Confederazione non ha competenza per imporre ai richiedenti di mettere libera- mente a disposizione dei Cantoni i dati sul sottosuolo e sulle acque sotterranee elabo- rati nell’ambito della presentazione della domanda. Tali dati, tuttavia, sono di grande importanza per un utilizzo sostenibile delle acque sotterranee, per il coordinamento dei diversi usi della falda e per la pianificazione d’uso da parte dei Cantoni. Si raccomanda pertanto ai Cantoni di adeguare la propria legislazione in tal senso.
4.6 Allegato 3.4 numero 2
Il capoverso 1 disciplina le ulteriori prove che i richiedenti devono in ogni caso fornire per gli impianti caratterizzati da un utilizzo termico particolarmente intenso delle acque sotterranee prossime alla superficie. Ciò concerne gli impianti con un’autorizzazione eccezionale di cui all’allegato 2 numero 21 capoverso 3terOPAc. Secondo la lettera a, tali impianti non possono aumentare di oltre 0,1 °C la temperatura dell’acqua freatica estratta in captazioni ai sensi dell’articolo 20 LPAc, nonché quella estratta in aree di protezione delle acque sotterranee. Nel caso in cui venga prodotto un maggiore raf- freddamento dell’acqua, l’autorità può concedere deroghe, sempre che ciò sia nell’in- teresse dell’approvvigionamento di acqua potabile. Un siffatto interesse sussiste, ad esempio, se la temperatura dell’acqua fredda al rubinetto è eccessiva o se esiste un rischio più elevato di contaminazione microbiologica dell’acqua potabile.
Il capoverso 2 precisa che anche per tutti gli impianti destinati allo sfruttamento termico di acque sotterranee profonde nei quali si lascia infiltrare13 acqua modificata termica- mente devono essere fornite almeno le prove di cui al capoverso 1 lettere a-c. Per tali impianti ora saranno ammesse variazioni anche molto elevate della temperatura delle acque sotterranee, con la conseguenza che effetti pregiudizievoli sulle acque sotterra- nee e superficiali, così come su biotopi di grande valore, non possono essere esclusi a priori in ogni caso. Con elevati standard di pianificazione, esecuzione e sviluppo delle
13 Qualsiasi immissione di acque di scarico in acque sotterranee è considerata infiltrazione, indipendentemente dal fatto che le acque di scarico vengano introdotte mediante un tratto filtrante nella zona non satura del sottosuolo oppure mediante pozzi o pozzi di restituzione direttamente nella zona satura. L’acqua utilizzata a fini termici è considerata acqua di scarico (art. 4 lett. e LPac).