Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/20: Approvazione delle Convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro n. 190 sull’eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro e n. 191 sugli emendamenti alle norme correlati al riconoscimento di un ambiente di lavoro sicuro e salubre come principio fondamentale · 27 pagine
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non prevede tale obbligo generale, fatta eccezione per i rischi legati alla gravidanza (art. 62 dell’ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro)6. Ne consegue che la ratifica comporta la necessità di rafforzare ed estendere il dispositivo di valutazione dei rischi per renderlo uno strumento applicabile alla sicurezza sul lavoro intesa nella sua globalità.
usam approva la ratifica della Convenzione n. 190. L’associazione mantello concorda con il parere presentato dal Consiglio federale nel rapporto esplicativo, secondo cui le disposizioni della Convenzione n. 190 non comportano alcuna modifica della legislazione nazionale. usam non ipotizza che le imprese svizzere debbano assumersi obblighi aggiuntivi a seguito della ratifica. L’associazione mantello chiede in particolare che l’articolo 3 lettera f della Convenzione n.o190 non costituisca un onere supplementare per i datori di lavoro. L’articolo estende il rapporto di lavoro e il campo di applicazione della convenzione agli «spostamenti per recarsi al lavoro e per il rientro dal lavoro». Secondo usam, in Svizzera i datori di lavoro non sono responsabili del tragitto casa-lavoro dei lavoratori e questa situazione deve rimanere immutata. Nel complesso si rimarca che per i datori di lavoro non debbano insorgere obblighi né esigenze supplementari a seguito dell’approvazione delle due convenzioni dell’OIL.
USS sostiene la ratifica della convenzione, già approvata da 54 Stati, tra cui numerosi europei, inclusi tutti i Paesi confinanti con la Svizzera. Per USS, la ratifica rafforza la credibilità della Svizzera a livello internazionale e ribadisce il suo impegno nella lotta contro le violenze di genere. La mancata ratifica sarebbe invece in contraddizione con la politica che la Svizzera conduce in tale ambito sul piano nazionale e internazionale. Il Paese si ritroverebbe isolato, poiché rimarrebbe l’unico Stato occidentale a non ratificare il testo e potenzialmente il primo al mondo a respingerlo a livello parlamentare. In quanto Stato ospite dell’OIL, la Svizzera lancerebbe dunque un segnale estremamente negativo in un momento in cui il multilateralismo è messo duramente a prova. USS ricorda che il diritto svizzero in vigore e la prassi attuale sono pienamente conformi ai requisiti della convenzione, pertanto la Svizzera ottempera ai suoi criteri di ratifica secondo cui un accordo internazionale può essere ratificato laddove nessun adeguamento legislativo si renda necessario, come peraltro confermato da perizie indipendenti. La ratifica della Convenzione n. 190 rappresenterebbe un segnale forte a favore di una politica di tolleranza zero nei confronti della violenza e delle molestie sul lavoro, rinsaldando così la posizione della Svizzera come pioniera in materia di condizioni di lavoro sicure e dignitose. Secondo il sindacato, la convenzione rappresenta un progresso essenziale: le molestie sessuali nuocciono alla salute, al clima di lavoro e alla produttività e frenano l’integrazione delle donne, soprattutto nei settori a forte presenza maschile. Un recente studio dell’UFU e della SECO dimostra che il fenomeno è ampiamente diffuso in Svizzera, a riprova dell’importanza della sensibilizzazione7.
6 RS 822.11
7 Liechti, L. e Iseli, S. (2024). Studio sulle molestie sessuali sul posto di lavoro. Versione breve del rapporto. Berna: UFU e SECO.