Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/7: Modifiche di ordinanze a seguito del recepimento del Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE · 40 pagine

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Impronte digitali e verifica delle corrispondenze

Nel quadro dell’attuazione si continuerà a ricorrere agli esperti in dattiloscopia. D’ora in poi la verifica delle impronte sarà effettuata solo se necessario.

Attualmente tutti i risultati vengono verificati in ottemperanza agli obblighi legali dell’UE. Questo approccio non corrisponde allo stato attuale della tecnica. L’algoritmo AFIS è sufficientemente performante per funzionare in modo semiautomatico. Si tratta di elaborare statistiche sulla base delle ricerche effettuate in passato. Queste statistiche forniscono informazioni sulla distribuzione dei risultati, ovvero un valore di verosimiglianza del sistema da confrontare con le conclusioni degli esperti. Questo approccio consente di definire due valori soglia:

1. il valore soglia inferiore consente di fissare un limite al di sotto del quale il

risultato è considerato un NoMatch che viene trasmesso al cliente direttamente e in modo automatizzato, tenendo conto di un rischio minimo di falsi negativi;

2. il valore soglia superiore consente di fissare un valore limite al di sopra del quale

il risultato è considerato un Match che viene trasmesso al cliente direttamente e in modo automatizzato, tenendo conto di un rischio di falsi positivi praticamente nullo.

Tra questi due valori soglia, nonostante l’efficacia degli algoritmi, i risultati forniti dal sistema non sono incontestabili. In questo caso è necessario l’intervento di un esperto in dattiloscopia. Considerato che i risultati dipendono da diversi fattori (qualità delle registrazioni biometriche, dimensioni della banca dati) e dall’algoritmo, la definizione dei valori soglia richiede statistiche approfondite e un adeguamento costante.

A lungo termine e se tecnicamente possibile, sarà possibile confrontare anche le immagini del volto. Secondo il regolamento europeo i riscontri positivi in Eurodac in base alle immagini del volto dovranno essere verificati in ogni caso se il confronto automatico è stato effettuato solo in base a questi dati biometrici.

Immagini del volto e progetto AFIS 2026

In AFIS sono salvati i dati biometrici, ossia le impronte digitali e le immagini del volto.

Il termine «fotografie» di cui all’articolo 2 lettera c dell’ordinanza del 6 dicembre 201330 sul trattamento dei dati segnaletici di natura biometrica comprende le immagini del volto. Dal 2016 queste immagini sono conservate in AFIS, ma non confrontate. Il confronto delle immagini sarà tecnicamente possibile solo con AFIS 2026.

Il progetto AFIS 2026 consentirà anche il confronto delle immagini del volto. Il sistema è lo stesso di quello alla base del confronto delle impronte digitali: l’immagine del volto di una persona sconosciuta viene confrontata con quelle conservate in AFIS. Non si tratta quindi di un riconoscimento facciale nel senso di una sorveglianza in tempo reale (live scan). I dati relativi alla persona e al caso sono elaborati e memorizzati in sistemi informativi separati. Solo un riscontro positivo permette di stabilire un collegamento con i dati relativi alla persona e al caso.

Segnalazione di sicurezza in Eurodac

30 RS 361.3