Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/82: 23.406 n Iv. pa. Jost. Famiglie forti grazie ad assegni adeguati · 24 pagine

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contributo alla prevenzione della povertà, pur ritenendo necessaria un’integrazione degli importi previsti. Per contro, tra i Cantoni e le associazioni dell’economia prevalgono posizioni critiche.

Cantoni, CDOS e UCS

Tre Cantoni (BS, NW e VS) e l’UCS reputano il progetto adeguato a sgravare l’onere finanziario delle famiglie a medio e basso reddito e/o a contrastare la povertà infantile.

Per contro, molti Cantoni (AG, AI, BE, BL, GE, LU, OW, SH, TG, TI e ZH) e la CDOS sostengono che un aumento forfettario degli importi degli assegni familiari non rappresenti uno strumento efficace per contrastare la povertà infantile e delle famiglie. In particolare, viene criticato il fatto che una parte sostanziale dei fondi supplementari andrebbe a vantaggio anche di famiglie ad alto reddito e di conseguenza le risorse non sarebbero impiegate in modo mirato (il cosiddetto principio del versamento «a pioggia»). TG aggiunge che il finanziamento della misura andrebbe a gravare in misura considerevole sul ceto medio, ossia in larga parte proprio su quelle persone per cui l’aumento degli assegni dovrebbe rappresentare uno sgravio. La CDOS (e con essa anche GE, LU e ZH che rimandano al parere della CDOS) sostiene inoltre che strumenti basati sul reddito o sulla condizione personale, quali riduzioni dei premi, l’aiuto all’incasso di pretese di mantenimento e l’aiuto sociale sarebbero più efficaci per combattere la povertà delle famiglie. Dal suo punto di vista, l’approvazione del progetto potrebbe ridurre il margine di manovra politico per misure mirate di questo tipo. Anche OW sottolinea che sarebbero preferibili misure mirate, basate sul reddito e sulla condizione personale rispetto a strumenti forfettari, e a tal proposito fa riferimento a riforme già in atto (come p. es. le modifiche alle direttive CSIAS, l’armonizzazione delle prestazioni in funzione delle circostanze) nonché a lavori nell’ambito della nuova conferenza specialistica per le politiche familiari. BE condivide l’opinione che un aumento forfettario degli assegni non risulterebbe efficace, poiché fornirebbe fondi supplementari a genitori con un’alta fascia di reddito e comporterebbe costi elevati anche con un aumento limitato. BL osserva che nei Cantoni (e nei Comuni) esistono già varie altre misure di sostegno, quali per esempio prestazioni complementari per le famiglie, diverse forme di deduzione fiscale, custodia di bambini complementare alla famiglia, sussidi per le pigioni o riduzioni dei premi, le quali rappresentano misure più mirate per la lotta contro la povertà delle famiglie. NE respinge il progetto ma nota che contribuirebbe ad attenuare gli oneri finanziari correlati all’aumento del costo di vita e a sostenere le famiglie numerose o a basso reddito, al fine di contrastare la povertà infantile.

Partiti politici e sezioni di partito

Tre partiti (I Verdi, PEV e PS) reputano il progetto adeguato a contrastare la povertà delle famiglie. Il PS sottolinea che in Svizzera i bambini restano il gruppo sociale più esposto al rischio di povertà. Appoggia pertanto l’aumento degli importi degli assegni familiari, pur attribuendogli solo effetti limitati. A suo avviso sarebbero infatti più efficaci misure mirate come prestazioni complementari per le famiglie, posti in asili nido a prezzi accessibili e misure per favorire la conciliabilità tra famiglia e lavoro. Anche I Verdi sono dell’avviso che, per tutelare i bambini dalla povertà ed evitare che le famiglie rinuncino a fare più figli, oltre all’aumento degli importi degli assegni familiari sarebbero necessarie altre modifiche strutturali, come un sistema di assegni basato sul reddito o l’accesso ad alloggi a prezzi sostenibili.

Il PLR critica il fatto che la misura proposta non avrebbe un effetto mirato sul piano delle politiche sociali: gli assegni familiari, infatti, sarebbero versati «a pioggia» andando a vantaggio dei nuclei familiari indipendentemente dalla loro condizione economica, ragione per cui non si presterebbero a combattere efficacemente la povertà. A suo avviso, dunque, se si desidera migliorare la situazione economica per le famiglie maggiormente in difficoltà, si dovrebbe puntare su strumenti mirati e basati sulla situazione cantonale, piuttosto che su direttive federali generali.

Associazioni dell’economia

Diverse associazioni (AvenirSocial, transfair, Travail.Suisse, USC, USDCR e USS) ritengono che il progetto sia utile per sostenere le famiglie a basso reddito e ridurre il rischio di povertà delle famiglie.