Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/82: 23.406 n Iv. pa. Jost. Famiglie forti grazie ad assegni adeguati · 24 pagine
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Quattro Cantoni (GE, LU, OW, ZH) e la CDOS esprimono perplessità circa il fatto che un aumento degli importi degli assegni familiari sia in grado di favorire il tasso di natalità. NE, pur respingendo il progetto, concorda sul fatto che, in questo ambito, la politica pubblica possa costituire anche uno strumento per favorire un aumento del tasso di natalità.
Partiti politici e sezioni di partito
Alleanza del Centro osserva che quando si progetta di costruire una famiglia, oltre a motivazioni molto personali, spesso hanno un peso anche i costi legati al mantenimento dei figli; pertanto, appoggia il progetto auspicando che le famiglie non rinuncino a fare (altri) figli per ragioni economiche. Anche il PEV ritiene che il progetto possa incidere sul tasso di natalità, attualmente ai minimi storici. Il PS fa riferimento al Barometro svizzero delle famiglie 2024, secondo cui oggi sempre più spesso i genitori rinunciano a fare altri figli a causa di considerazioni di natura finanziaria. L’incremento degli assegni dovrebbe contrastare tale tendenza in modo mirato.
Il PLR ritiene che gli assegni familiari non siano uno strumento adeguato a influire sul tasso di natalità. Analogamente, anche l’UDC giudica il progetto inadatto a favorire un incremento delle nascite. Il partito fa riferimento all’esperienza della Finlandia, in cui incentivi monetari come sussidi per la custodia dei bambini non hanno generato alcuna crescita della natalità. Al contrario, hanno provocato interruzioni prolungate dell’attività lavorativa, ostacolando il reinserimento nel mondo del lavoro e riducendo in ultima analisi l’occupazione femminile.
Associazioni dell’economia
AvenirSocial, Stiftung Zukunft CH, Travail.Suisse, USDCR e USS ritengono che il progetto sia
adatto a influire positivamente sul tasso di natalità. L’USS osserva che la situazione finanziaria dei (futuri) genitori riveste un ruolo essenziale per la natalità. Anche transfair e Travail.Suisse vedono nel calo del tasso di natalità un indizio del fatto che le coppie tendono sempre più spesso a rinunciare a fare figli a causa del rischio di povertà correlato alla costruzione di una famiglia.
CP e USI reputano il progetto inadeguato nell’ottica di rafforzare le famiglie a lungo termine o far aumentare il tasso di natalità. L’USI sottolinea che sarebbero più efficaci condizioni di lavoro orientate alle esigenze familiari e un’offerta sufficiente di servizi di custodia dei bambini. CP fa notare che non è dimostrato che vi sia una correlazione tra assegni più alti, una situazione finanziaria migliore per le famiglie e un aumento del tasso di natalità. Anche AGV Basel rimanda a studi internazionali in base ai quali prestazioni finanziarie inciderebbero solo marginalmente sul tasso di natalità; i fattori prioritari sarebbero invece investimenti sulla conciliabilità tra lavoro e famiglia, mentre l’aumento degli assegni avrebbe un effetto per lo più simbolico a fronte, tuttavia, di oneri rilevanti.
Altre organizzazioni e ambienti interessati
AES e Freikirchen.ch sostengono che l’aumento degli importi degli assegni familiari rappresenta un segnale del valore che si attribuisce alle famiglie e un contributo in un contesto demografico complesso. Stiftung Zukunft CH, in riferimento alla bassa natalità, parla di un andamento preoccupante ed esorta ad attuare misure affinché le persone non debbano decidere di rinunciare ad avere figli per preoccupazioni di natura economica. Le altre organizzazioni argomentano i loro pareri puntando essenzialmente su altre aree tematiche.
5.1.2 Finanziamento ed economia
Le principali argomentazioni economiche addotte contro il progetto preliminare riguardano l’onere economico che andrebbe a gravare sui datori di lavoro, i lavoratori indipendenti e il mondo dell’economia, una scarsa promozione dell’innovazione e i costi supplementari generati dall’attuazione del controprogetto indiretto all’iniziativa sugli asili nido (LSCus).