Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/82: 23.406 n Iv. pa. Jost. Famiglie forti grazie ad assegni adeguati · 24 pagine
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Quattro Cantoni (AG, JU, LU e TG) si dichiarano esplicitamente contrari a una modifica del meccanismo. Giudicano infatti sufficiente l’attuale meccanismo di compensazione del rincaro e non ritengono necessario incrementare ulteriormente gli importi degli assegni familiari.
La maggior parte dei Cantoni nonché la CDOS e l'UCS non esprimono un parere in merito alla modifica del meccanismo di compensazione del rincaro.
Partiti politici
I Verdi, PEV e PS appoggiano la proposta di minoranza Marti Samira. Il PEV sottolinea che adeguare gli importi ogni due anni, o in caso di una crescita dell’IPC superiore al 4 per cento l’anno, sarebbe in linea con l’evoluzione reale dei costi e concederebbe alle famiglie maggiore sicurezza nella pianificazione. Nonostante il notevole rincaro, tra il 2009 e il 2025 gli importi minimi sono rimasti inalterati mentre, in modo particolare nel 2022 e nel 2023, le famiglie sono state notevolmente colpite da aumenti delle pigioni, dei premi delle casse malati e dei costi per energia e carburanti. Trascorrere un’altra fase senza compensazione del rincaro non sarebbe giustificabile da un punto di vista politico.
PLR e UDC respingono la proposta di minoranza Marti Samira e si dichiarano a favore della normativa vigente, qualora si entrasse in materia sul progetto. Il PLR è contrario alla dinamica politica che scaturirebbe da tale aumento. Dal rapporto emergerebbe chiaramente che, parallelamente al progetto, vi sarebbero anche intenzioni di rendere più elastico il meccanismo di compensazione del rincaro e di introdurre adeguamenti automatici. Questo trascinerebbe la Confederazione in un’incessante spirale di crescita degli assegni familiari. L’UDC afferma che ciò genererebbe un ulteriore incremento dei costi, insostenibile per le imprese.
Associazioni dell’economia
Transfair, Travail.Suisse e USS sostengono la proposta della minoranza Marti Samira di modificare il meccanismo di compensazione del rincaro. Sono favorevoli al fatto che l’adeguamento al rincaro degli assegni familiari si basi sull’indice misto dell’AVS, in quanto l’attuale normativa presenta ritardi e indebolisce così il potere d’acquisto delle famiglie a medio e basso reddito. La soluzione proposta sarebbe applicabile sul piano amministrativo: è ormai collaudata nella previdenza per la vecchiaia ed è capace di garantire una compensazione regolare del rincaro, pur non includendo ancora l’aumento dei premi delle casse malati.
CP e USI respingono la proposta della minoranza Marti Samira. In particolare, sono contrari a un incremento automatico e ripetuto dei costi. Secondo loro, adeguare gli importi in base all’indice misto delle rendite AVS risulta estraneo al sistema. Le attuali disposizioni evitano costi e oneri amministrativi sproporzionati e consentono di apportare adeguamenti solo a fronte di un rincaro significativo.
L’USAM dichiara che, qualora si entrasse in materia, sarebbe favorevole a eliminare l’aumento automatico basato sul rincaro.
Altre organizzazioni e ambienti interessati
Varie organizzazioni (CFIG, femmes protestantes, FSFM, PFS, Pro Juventute e RSD) appoggiano la proposta di minoranza sulla modifica del meccanismo di compensazione del rincaro, sottolineando che, dal punto di vista delle famiglie, un adeguamento al rincaro regolare e tempestivo degli assegni familiari sarebbe cruciale per stabilizzare la loro situazione finanziaria e impedire perdite di potere d’acquisto, in particolare per i nuclei familiari a basso reddito. Accolgono con favore il tentativo di migliorare le disposizioni vigenti in materia, ma suggeriscono di valutare attentamente la soglia del cin-
que per cento: lo scopo è di tenere conto degli aumenti di prezzo inferiori che restano comunque significativi.