Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/82: 23.406 n Iv. pa. Jost. Famiglie forti grazie ad assegni adeguati · 24 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 19Fedlex · Rapporto sui risultati

situazione finanziaria e non a ridurre i contributi dei datori di lavoro o a imporre oneri aggiuntivi ai lavoratori dipendenti. Infine, queste tre organizzazioni ricordano che i Cantoni hanno già la facoltà di modificare il loro sistema di finanziamento.

Altre organizzazioni e ambienti interessati

Le organizzazioni CFIG, femmes protestantes, PFS, Pro Juventute e RSD respingono la proposta di minoranza. La CFIG ritiene che, in base al Cantone e all’importo degli assegni familiari, un finanziamento paritetico anziché costituire uno sgravio reale provocherebbe al contrario una perdita per molte famiglie, a causa dell’aumento dei contributi salariali. Di conseguenza, la proposta di minoranza Sauter vanificherebbe l’efficacia dell’iniziativa parlamentare, che ha l’obiettivo di rafforzare la sicurezza finanziaria delle famiglie. PFS giudica fondamentale che l’aspetto del finanziamento resti di competenza dei Cantoni affinché essi possano determinare gli importi in base alle circostanze specifiche locali, per garantire alle famiglie assegni adeguati. Anche Pro Juventute si esprime a favore della maggioranza e fa notare che un finanziamento parzialmente a carico dei lavoratori dipendenti sarebbe in contrasto con l’obiettivo dell’iniziativa parlamentare e attenuerebbe i benefici dell’aumento degli importi degli assegni familiari, in particolare per le famiglie e medio e basso reddito.

5.6 Altri aspetti Occupazione

L’UDC è contraria a erogare assegni familiari a persone disoccupate e che non svolgono un’attività lucrativa. Esprime inoltre il proprio dissenso al fatto che persone occupate a tempo parziale con reddito annuo maggiore di 7560 franchi6 ricevano integralmente gli assegni, in quanto ciò provocherebbe incentivi inappropriati, favorirebbe una successiva dipendenza da prestazioni complementari e potrebbe generare costi aggiuntivi per i datori di lavoro. L’UDC esorta inoltre a promuovere politiche familiari equilibrate, che lascino un margine di manovra adeguato ai Cantoni in virtù delle diverse situazioni federali e delle differenze in termini di costo della vita. È altresì contraria ad adottare le disposizioni UE che prevedono un trasferimento all’estero di assegni familiari.

PARAT esorta a corrispondere gli assegni per i figli e gli assegni di formazione direttamente alle persone legittimate ad esercitare la potestà genitoriale e indipendentemente dall’esercizio di un’attività lucrativa, finanziandoli mediante le entrate fiscali; riterrebbe corretto un finanziamento attraverso un aumento dell’imposta federale diretta per le imprese.

La COFF invita a sviluppare il sistema in modo che il bambino stesso, indipendentemente dalla situazione lavorativa dei genitori, abbia diritto agli assegni, in modo da garantire pari diritti a tutti i bambini e i giovani in Svizzera.

Conciliabilità e pari opportunità

La CDOS osserva che gli assegni familiari contribuiscono in misura solo marginale a migliorare la conciliabilità tra famiglia e lavoro. Infatti, generano un incremento minimo del reddito disponibile, ma non incidono in modo strutturale sulla decisione circa l’entità dell’attività lucrativa. Il nuovo assegno di custodia che dovrebbe essere introdotto conformemente alla LAFam (controprogetto indiretto all’iniziativa sugli asili nido) comporterebbe invece una diminuzione delle spese sostenute dai genitori per la custodia istituzionale dei bambini.

6 In tal caso si tratta del reddito minimo da attività lucrativa valido per richiedere assegni familiari per persone che non svolgono un’attività lucrativa. Cfr. art. 13 cpv. 3 LAFam (metà dell’importo annuo della rendita completa minima di vecchiaia dell’AVS).