Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/82: 23.406 n Iv. pa. Jost. Famiglie forti grazie ad assegni adeguati · 24 pagine

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alliance F fa notare che gli assegni familiari potrebbero favorire uno sgravio finanziario sul breve periodo, ma non rappresentano uno strumento adeguato ad affrontare a lungo termine problematiche strutturali come discriminazione salariale, disomogeneità nelle prospettive di carriera o l’indipendenza economica delle donne.

La RSD ritiene che il progetto contribuirebbe a ridurre le disuguaglianze legate al grado di istruzione, in quanto assegni per i figli e assegni di formazione più elevati rafforzerebbero un’equa partecipazione dei bambini al sistema di istruzione indipendentemente dal contesto sociale di provenienza, sostenendo dunque il principio delle pari opportunità nell’ambito della formazione. Anche Pro Juventute ritiene che un miglioramento della situazione finanziaria delle famiglie rafforzerebbe la partecipazione sociale dei bambini, favorendo l’attuazione di diritti fondamentali dei bambini, in particolare del diritto alla sicurezza sociale e a uno standard di vita adeguato. Pro Familia definisce a sua volta gli assegni familiari uno strumento cruciale per garantire sicurezza finanziaria alle famiglie e promuovere in modo sostanziale le pari opportunità per i bambini.

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BE fa notare che l’affermazione contenuta nel rapporto esplicativo secondo cui il progetto non avrebbe ripercussioni finanziarie sui Cantoni e i Comuni andrebbe corretta. Siccome i Cantoni e i Comuni stessi operano come datori di lavoro, l’aumento degli importi degli assegni familiari genererebbe costi aggiuntivi anche per loro.

BE chiede di verificare e adeguare la stima dei costi illustrata nel rapporto esplicativo. Non ritiene pertinente partire dal presupposto che nei Cantoni in cui gli assegni familiari sono già superiori agli importi minimi validi a livello federale non si verificherebbero costi aggiuntivi. Per il Cantone BE, infatti, dato che per legge gli assegni sono fissati al 115 per cento degli importi minimi validi a livello federale, in caso di aumento degli importi minimi si stimano costi aggiuntivi pari a circa 99 milioni di franchi. Il costo totale di 361 milioni di franchi indicato nel rapporto esplicativo sottostimerebbe dunque i costi effettivi e il quadro delle ripercussioni dei costi risulterebbe distorto. Secondo il Consiglio di Stato, perciò, le ripercussioni dei costi andrebbero opportunamente integrate.

BE richiede inoltre di fissare il momento dell’entrata in vigore della modifica di legge in modo da lasciare ai Cantoni tempo sufficiente per adeguare la legislazione cantonale.

JU critica il fatto che il rapporto esplicativo trascura le ripercussioni finanziarie dell’aumento degli importi degli assegni familiari nel settore agricolo. In particolare, ritiene che nella tabella indicante i costi stimati per i Cantoni non siano stati considerati i conseguenti costi aggiuntivi, poiché si limita a considerare gli aumenti degli assegni e dei contributi al di fuori dell’agricoltura.

SO evidenzia come un’armonizzazione a livello federale della normativa in materia di assegni familiari eliminerebbe la necessità di pagamenti differenziali. Eliminando le disparità tra gli importi cantonali, si otterrebbe un significativo sgravio amministrativo per gli organi esecutivi.

TG richiama l’attenzione sugli importi differenziali che verrebbero esportati. Tale processo, oneroso dal punto di vista amministrativo, con un aumento degli importi andrebbe a riguardare più dossier, peggiorando l’efficienza complessiva del sistema attuale.

La COFF rileva disparità di trattamento strutturali nel sistema degli assegni familiari. In particolare, osserva una differenza tra il finanziamento degli assegni per le famiglie attive nell’agricoltura, che gravano per i due terzi sulla Confederazione e per un terzo sui Cantoni, e quello dei lavoratori indipendenti, che devono invece finanziare in prima persona gli assegni loro spettanti. Tale scenario è ulteriormente complicato dalla coesistenza di due basi legali, che rende difficile distinguere chiaramente i rispettivi ambiti di competenza.