Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/94: Legge federale concernente l’adeguamento del carbonio alle frontiere nell’importazione di merci in cemento (LACFC) – Attuazione dell’iniziativa parlamentare 21.432 · 29 pagine
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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione relativa alla LACFC
4 Concezione del progetto
4.1 Campo di applicazione: merci
Domanda: Siete favorevoli al campo di applicazione previsto secondo il titolo, l’articolo 2 capoverso 1 e l’allegato 1 del progetto preliminare posto in consultazione, in particolare alla focalizzazione sulle merci in cemento?
La procedura di consultazione mostra un ampio sostegno per il campo di applicazione previsto dal pro- getto, che si concentra sulle merci in cemento.
SÌ: dodici Cantoni (AG, AI, AR, FR, GE, GL, GR, JU, SO, TG, UR, ZG), la CCA, il pvl, nonché diverse associazioni economiche (Avenergy, Materiali di costruzione circolari Svizzera, cemsuisse) accolgono con favore e sostengono esplicitamente l’attenzione rivolta alle merci in cemento. Per questi partecipanti l’attuale campo di applicazione è adeguato. Essi ritengono tuttavia opportuno valutare un’estensione del meccanismo di adeguamento alle frontiere ad altri settori industriali, qualora dovesse emergere un ele- vato rischio di «carbon leakage».
SÌ con riserve: la posizione sopra esposta è condivisa anche da altri Cantoni (BL, NW, VD, VS), Il Centro, Commercio Svizzera e metal.suisse; questi partecipanti approvano tuttavia il campo di applica- zione proposto con alcune riserve. Il Cantone di Basilea Campagna ritiene un’estensione ad altre merci fondamentalmente auspicabile. Anche i VERDI (senza una posizione esplicita) intendono mantenere politicamente aperta la possibilità di un’estensione futura.
Le associazioni ambientaliste partecipanti e l’ISDU (quest’ultima senza una posizione esplicita) avreb- bero auspicato che, in una prima fase, venissero inclusi tutti i prodotti conformi al CBAM dell’UE o altri beni ad alta intensità di CO2. Secondo le associazioni ambientaliste, tra il clinker, i materiali sostitutivi a base di clinker e i prodotti in cemento e calcestruzzo esiste un continuum; per questo motivo, un’esten- sione ai prodotti in calcestruzzo potrebbe rivelarsi necessaria qualora il differenziale di prezzo del CO2 dovesse aumentare notevolmente.
Stahl Gerlafingen, l’USS e swisscleantech chiedono espressamente l’inclusione dell’acciaio d’armatura e dell’acciaio da costruzione nel campo di applicazione. L’acciaio d’armatura sarebbe, analogamente al cemento, una merce di massa a elevata intensità energetica, con emissioni di CO2 che variano notevol- mente a seconda del processo di produzione. L’acciaio riciclato prodotto in Svizzera nel rispetto del clima comporterebbe costi significativamente più elevati rispetto alle importazioni a elevata intensità di CO2.
Secondo Stahl Gerlafingen, senza un adeguamento alle frontiere sussiste il rischio che i produttori sviz- zeri a basse emissioni vengano spiazzati da importazioni più economiche e a elevata intensità di CO2. Ciò indebolirebbe l’industria del riciclo dell’acciaio e sarebbe in contrasto con il contesto europeo, dato che l’UE protegge già l’acciaio d’armatura attraverso il CBAM. Stahl Gerlafingen respinge la valutazione
11/29 BAFU-D-F8FF3401/1048