Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/94: Legge federale concernente l’adeguamento del carbonio alle frontiere nell’importazione di merci in cemento (LACFC) – Attuazione dell’iniziativa parlamentare 21.432 · 29 pagine
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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione relativa alla LACFC
trari, tanto più che i costi di tale verifica sono a carico delle persone assoggettate all’obbligo di adegua- mento. Inoltre, occorrerebbe garantire che eventuali verifiche siano effettuate da organi indipendenti e neutrali. Nel complesso, il meccanismo di controllo è considerato importante per garantire la credibilità e l’efficacia dell’autodichiarazione.
SÌ con riserve: le associazioni ambientaliste partecipanti si esprimono a favore di un maggiore allinea- mento dell’attuazione alle prescrizioni dell’UE.
Diverse associazioni economiche (economiesuisse, usam, ASTAG, cemsuisse, Swissmem) propon- gono, in riferimento all’articolo 6 capoverso 5, che le indicazioni basate sui dati effettivi delle emissioni debbano essere obbligatoriamente verificate da un organo appropriato e che, fino a tale verifica, si ap- plichino i valori standard (cemsuisse e usam senza una presa di posizione esplicita). Inoltre, esse sot- tolineano che i costi della verifica devono essere a carico degli importatori assoggettati all’obbligo di adeguamento, al fine di evitare oneri supplementari per la mano pubblica.
Il Cantone di San Gallo suggerisce meccanismi di controllo complementari, tra cui una verifica annuale della plausibilità dei quantitativi d’importazione dichiarati rispetto al totale delle merci in cemento impor- tate, nonché controlli a campione che potrebbero essere effettuati in modo automatizzato tramite il si- stema d’informazione secondo l’articolo 12 dell’avamprogetto, al fine di contribuire a un’esecuzione credibile.
NO: la IHZ respinge la possibilità di verifica delle indicazioni presentate, prevista dall’articolo 6 capo- versi 5 e 6, e richiede lo stralcio del capoverso 5. Essa ritiene che gli obblighi di verifica successiva comportino un’elevata incertezza del diritto e ostacoli tecnici al commercio, in quanto la dichiarazione delle emissioni per ogni spedizione di merci è molto complessa e, a seconda del Paese d’origine, ri- chiederebbe verifiche costose. Inoltre, sia la verifica da parte dell’UFAM sia la certificazione da parte di organi esterni sono giudicate amministrativamente onerose.
4.8 Impiego delle entrate
Domanda: Siete favorevoli al fatto che le entrate della tassa di adeguamento alle frontiere conflui scano nel bilancio generale della Confederazione (cfr. al riguardo il cap 3.4 del rapporto della CAPTE-N)?
La regolamentazione prevista, secondo cui le entrate della tassa di adeguamento alle frontiere dovreb- bero confluire nel bilancio generale della Confederazione a causa del loro esiguo ammontare, suscita critiche da parte di molti partecipanti.
SÌ: cinque Cantoni (AI, AR, GE, SO, ZG) e diverse associazioni economiche (Avenergy, Materiali di costruzione circolari Svizzera, cemsuisse, swisscleantech) sottolineano che la tassa di adeguamento del carbonio alle frontiere è uno strumento d’incentivazione privo di obiettivi fiscali e sono pertanto esplicita- mente favorevoli al fatto che le entrate, previa detrazione dei costi di esecuzione, debbano essere con- ferite al bilancio generale della Confederazione.
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