Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/94: Legge federale concernente l’adeguamento del carbonio alle frontiere nell’importazione di merci in cemento (LACFC) – Attuazione dell’iniziativa parlamentare 21.432 · 29 pagine

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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione relativa alla LACFC

contenuta nel rapporto esplicativo, secondo cui i diritti di emissione per le acciaierie svizzere non costi- tuirebbero un fattore di costo rilevante, in quanto i costi del CO2 e i maggiori costi di produzione legati alla produzione in forni elettrici ecocompatibili sono chiaramente determinanti per la competitività. L’azienda rimanda ad alcuni esempi di calcolo: con 400 kg di CO2 per tonnellata di acciaio e un prezzo dei diritti di emissione di 100 franchi, si determinerebbe un onere aggiuntivo di 40 franchi per tonnellata (pari all’8–10 % del prezzo all’ingrosso). Inoltre, la produzione ecocompatibile tramite forno elettrico com- porterebbe costi aggiuntivi di circa 33 franchi per tonnellata rispetto all’utilizzo del gas, inclusi i diritti di emissione.

La discussione sulla voce della tariffa doganale 2507.0000 – Caolino e altre argille caoliniche, anche calcinati – evidenzia diverse valutazioni in merito al trattamento del caolino: economiesuisse, sciencein- dustries (senza una presa di posizione esplicita) e la IHZ (presa di posizione: NO) chiedono lo stralcio dall’allegato 1, in quanto il caolino viene utilizzato, oltre che per il cemento, in numerosi altri settori, tra cui ceramica, porcellana, vernici, carta, materie plastiche, pneumatici, cosmetici, generi alimentari, pro- dotti fitosanitari, medicinali, nonché lampadine a LED e a incandescenza; un’inclusione avrebbe quindi ripercussioni involontarie su altri comparti. L’associazione cemsuisse ritiene invece necessaria l’inclu- sione, in quanto il caolino sarebbe decisivo per la produzione di cementi sostenibili in Svizzera; racco- manda tuttavia di limitare chiaramente l’impiego alla produzione di cemento, al fine di evitare effetti di ricaduta su altri comparti. L’HIV mette inoltre in evidenza quanto l’analisi di tali effetti risulti ancora insuf- ficiente.

Il PLR, l’UDC, economiesuisse, costruzionesvizzera, scienceindustries, Swissmem e SUISSENÉGOCE chiedono con insistenza che il campo di applicazione del meccanismo di adeguamento alle frontiere rimanga strettamente limitato al cemento e che non vengano inclusi altri settori. In tale ambito, scien- ceindustries, SUISSENÉGOCE e l’UDC hanno rinunciato a una presa di posizione esplicita sulla que- stione del campo di applicazione. Le associazioni economiesuisse, scienceindustries e Swissmem pro- pongono un’integrazione dell’articolo 2, volta a escludere esplicitamente qualsiasi estensione del campo di applicazione. In particolare, scienceindustries sottolinea che altri settori industriali, come l’industria chimica, il settore farmaceutico e le scienze della vita, si differenziano nettamente dal comparto del ce- mento in termini di processi, materie prime e profili di emissione, il che rende il calcolo del CO2 complesso e l’introduzione di un CBAM estremamente onerosa. Un’estensione causerebbe elevati costi aggiuntivi e metterebbe a rischio la competitività internazionale, nonché gli investimenti. L’UE sta esaminando una possibile estensione del campo di applicazione; se questa dovesse essere attuata, sussisterebbe il ri- schio che la Svizzera ne segua l’esempio.

NO: l’USS, analogamente a Stahl Gerlafingen, chiede un’estensione del campo di applicazione all’ac- ciaio, in quanto ciò aiuterebbe a produrre acciaio a basse emissioni in Svizzera nel lungo periodo.

4.2 Campo di applicazione: deroghe e regole d’origine

Domanda: Siete favorevoli al campo di applicazione previsto secondo l’articolo 2 capoversi 2–4 del progetto preliminare posto in consultazione, in particolare alle deroghe per gli Stati dell’UE e dell’AELS

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