Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/94: Legge federale concernente l’adeguamento del carbonio alle frontiere nell’importazione di merci in cemento (LACFC) – Attuazione dell’iniziativa parlamentare 21.432 · 29 pagine
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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione relativa alla LACFC
Il WWF, Greenpeace e l’Associazione svizzera per la protezione del clima ritengono importante l’obiet- tivo del progetto, ma sono del parere che l’avamprogetto sia troppo modesto per costituire una legge a sé stante. Secondo loro, la legge dovrebbe illustrare il percorso che permetterà al settore del cemento di raggiungere emissioni nette pari a zero. Anche i VERDI considerano l’adeguamento alle frontiere un elemento importante di una politica climatica efficace nel prevenire il «carbon leakage», ma segnalano la necessità di miglioramenti per quanto riguarda la compatibilità con l’UE e l’impiego delle entrate (v. cap. 4 e 6.2).
NO: i partecipanti contrari all’adeguamento del carbonio alle frontiere per il cemento – l’UDC, la SSIC e la IHZ – non ritengono necessario intervenire, in quanto le importazioni da Paesi terzi sarebbero tra- scurabili e il beneficio in termini di politica climatica sarebbe ridotto. Questi partecipanti criticano il fatto che il progetto renda il cemento più costoso, gravi sul settore edile e sulle PMI, implichi oneri d’esecu- zione supplementari e comporti rischi commerciali.
L’UDC chiede di non entrare in materia sul progetto ed esige che siano previsti paletti chiari nel caso in cui venisse portato avanti: il campo di applicazione deve rimanere strettamente limitato al cemento,
una soglia minima elevata deve esentare le PMI dal regime di notifica e di prelievo, le doppie imposi- zioni devono essere evitate e le tasse sul CO2 già riscosse all’estero devono poter essere computate in modo agevole; inoltre, i costi di esecuzione devono essere plafonati e i rischi di diritto commerciale de- vono essere chiariti in modo vincolante prima di un’eventuale entrata in vigore.
La SSIC respinge l’introduzione di una tassa sul cemento alle frontiere, chiede di porre l’accento sulle misure di politica interna e sulla sicurezza dell’approvvigionamento, si oppone ai sussidi per determi- nati materiali e raccomanda di attendere il bilancio intermedio del CBAM dell’UE.
Nessuna indicazione: scienceindustries assume una posizione critica nei confronti del progetto, tra le altre cose a causa di un modello UE non ancora maturo, dei rischi economici e di politica commerciale, nonché di un beneficio ecologico minimo. Nel contempo, l’associazione riconosce le sfide particolari dell’industria del cemento e chiede che si tenga conto di adeguamenti concreti (v. cap. 4 e 5).
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