Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/94: Legge federale concernente l’adeguamento del carbonio alle frontiere nell’importazione di merci in cemento (LACFC) – Attuazione dell’iniziativa parlamentare 21.432 · 29 pagine

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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione relativa alla LACFC

Molti Cantoni si esprimono in merito all’impiego delle entrate derivanti dalla tassa di adeguamento alle frontiere. Mentre in alcuni casi il conferimento al bilancio generale della Confederazione è considerato accettabile, la maggioranza dei Cantoni (tra cui BS, BL, VD) suggerisce o richiede esplicitamente una destinazione vincolata dei fondi rimanenti dopo la detrazione dei costi di esecuzione, per esempio per sussidi destinati alla decarbonizzazione dell’industria. I Cantoni BL, BS, VD e VS sostengono il progetto in linea di principio, ma avanzano in parte delle riserve su singole disposizioni e sull’attuazione pratica.

Partiti

Tre partiti – Il Centro, il Partito verde liberale svizzero (pvl) e il Partito socialista svizzero (PSS) – appro- vano esplicitamente il progetto. Essi sottolineano in particolare l’importanza dell’adeguamento del car- bonio alle frontiere per evitare il «carbon leakage», nonché per sostenere gli obiettivi climatici e gli inve- stimenti nelle tecnologie di decarbonizzazione a livello nazionale.

Il PLR.I Liberali (PLR) e i VERDI svizzeri (i VERDI) si dichiarano favorevoli al progetto in linea di principio, subordinando tuttavia la propria approvazione ad alcune riserve. Il PLR sostiene l’adeguamento alle frontiere principalmente sotto il profilo della politica industriale e della concorrenza, ma richiede che venga concepito in modo da essere compatibile con le esigenze economiche e chiaramente limitato al cemento, oltre ad auspicarne un’esecuzione snella. I VERDI sostengono l’adeguamento del carbonio alle frontiere per il cemento quale strumento importante per prevenire il «carbon leakage», richiedono un’attuazione il più possibile armonizzata con il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere dell’UE («Carbon Border Adjustment Mechanism», CBAM) e auspicano un impiego vincolato delle en- trate per misure di protezione del clima. Al contempo, pur ritenendo al momento giustificata una partico- lare attenzione al cemento, auspicano che, in futuro, il campo di applicazione possa essere ampliato.

L’Unione democratica di centro (UDC) respinge esplicitamente l’intero progetto, sostenendo che aumen- terebbe i costi di costruzione e creerebbe nuovi obblighi di dichiarazione e di controllo senza garantire un beneficio climatico misurabile; al contrario, l’attenzione dovrebbe concentrarsi su misure di politica interna e sulla promozione di tecnologie di decarbonizzazione.

Associazioni mantello nazionali dell’economia

Le tre associazioni mantello nazionali dell’economia che hanno partecipato – economiesuisse, l’Unione sindacale svizzera (USS) e l’Unione svizzera delle arti e mestieri (usam) – sostengono il progetto in linea di principio, sebbene in misura diversa e, in alcuni casi, a condizioni ben precise.

L’associazione economiesuisse si esprime fondamentalmente contro un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere basato sul modello dell’attuale CBAM dell’UE, riconoscendo tuttavia una po- tenziale necessità d’intervento per il caso specifico del cemento e vincolando pertanto il proprio sostegno al progetto a condizioni rigorose. In particolare, richiede una delimitazione rigida del campo di applica- zione al cemento, una concezione conforme alle norme dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e un’esecuzione quanto più possibile snella dal punto di vista amministrativo.

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