Rapporto esplicativo
Consultazione 2026/55: Modifica della legge federale sulle lingue · 21 pagine
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elementare. Infine, l’iniziativa parlamentare Cottier (25.466) propone di modificare la LLing (art. 15 cpv. 3) specificando che «almeno una lingua nazionale deve essere insegnata come lingua straniera nel corso della scuola dell’obbligo del livello primario».
Dichiarazione della CDPE sul coordinamento dell’insegnamento delle lingue
Anche la CDPE segue con attenzione e preoccupazione gli attuali sviluppi politici. Il 31 ottobre 2025 ha adottato una dichiarazione sul coordinamento dell’insegnamento delle lingue in tutta la Svizzera, nella quale ribadisce l’intenzione di garantire tale coordinamento in attuazione del mandato di armonizzazione (art. 62 cpv. 4 Cost.). La CDPE afferma che la Svizzera, in quanto nazione fondata sulla volontà, deve investire nella coesione nazionale. Uno strumento importante è il contatto precoce con una seconda lingua nazionale e con le culture delle regioni linguistiche del Paese. Perciò occorre migliorare l’apprendimento delle lingue potenziando le attività di scambio. La CDPE ritiene inoltre necessario adeguare gli obiettivi formativi e i programmi d’insegnamento.
La posizione del Consiglio federale
Tra il 2013 e il 2015, diversi interventi parlamentari a livello federale hanno affrontato il tema dell’insegnamento delle lingue nazionali a scuola. La posizione del Consiglio federale nei pareri formulati in risposta a tali interventi è che l’insegnamento delle lingue nella scuola dell’obbligo è di fondamentale importanza per promuovere e rafforzare il plurilinguismo e la comprensione tra le comunità linguistiche. Il governo federale ritiene che una seconda lingua nazionale debba essere insegnata dalle elementari fino al termine del livello secondario I. Perciò incoraggia e sostiene i Cantoni nell’attuazione della Strategia linguistica 2004. In caso contrario, adempirebbe all’obbligo d’intervento che la Costituzione gli attribuisce.
Nell’estate del 2016, il Consiglio federale ha ritenuto che l’obiettivo di armonizzare l’insegnamento delle lingue nella scuola dell’obbligo in tutte le regioni linguistiche fosse a rischio a causa degli sviluppi che si erano verificati all’epoca nei Cantoni (vedi numero 1.1.2) e il 6 luglio 2016 ha avviato la consultazione per una modifica della LLing. Tale modifica prevedeva un’integrazione dell’articolo 15 LLing volta a sostenere l’armonizzazione dell’insegnamento delle lingue nella scuola dell’obbligo e a valorizzare il ruolo delle lingue nazionali. Il testo proponeva tre varianti di modifica.
Il 16 marzo 2016 il Consiglio federale ha preso conoscenza dei risultati della consultazione e constatato che, alla luce delle decisioni prese nel frattempo da alcuni Cantoni (SG, TG, ZH), non sussistevano più le premesse per un intervento della Confederazione. Ha quindi sospeso la revisione della LLing ma ha comunque incaricato il Dipartimento federale dell’interno (DFI) di procedere a una nuova valutazione della situazione insieme ai Cantoni, qualora uno di essi dovesse discostarsi in maniera sostanziale dalla soluzione armonizzata per la questione linguistica.
Necessità di intervento
La presente consultazione, la seconda in questo ambito, è motivata dagli sviluppi in atto in alcuni Cantoni, esposti in questo documento, che rimettono in questione l’insegnamento di una seconda lingua nazionale nella scuola elementare. La consultazione per la modifica della LLing avviene a titolo precauzionale e serve a esaminare in tempo