Rapporto esplicativo

Consultazione 2026/55: Modifica della legge federale sulle lingue · 21 pagine

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1.2 Normativa vigente

I principi sanciti nella Strategia linguistica 2004 e nel concordato HarmoS sono stati integrati – in forma generale – nella legge del 5 ottobre 2007 sulle lingue (LLing)8. L’articolo 15 capoverso 3 di questa stessa legge stabilisce che gli allievi, alla fine della scuola dell’obbligo, debbano avere competenze linguistiche in almeno una seconda lingua nazionale e in un’altra lingua straniera. La legge, tuttavia, non fissa né l’ordine delle lingue da insegnare, né a partire da quando introdurre l’insegnamento delle lingue straniere e nemmeno il livello di competenza da raggiungere entro la fine della scuola obbligatoria.

La disposizione, che è frutto di ampie discussioni a livello di commissione parlamentare e di assemblea plenaria, recita quanto segue:

3Nell’ambito delle loro competenze, la Confederazione e i Cantoni si adoperano per un insegnamento delle lingue straniere che assicuri agli allievi, alla fine della scuola dell’obbligo, competenze linguistiche in almeno una seconda lingua nazionale e in un’altra lingua straniera. L’insegnamento delle lingue nazionali tiene conto degli aspetti culturali di un paese plurilingue.

Si tratta di una soluzione di compromesso trovata grazie alla stretta collaborazione con la CDPE. Il testo si orienta – pur senza farvi esplicito riferimento – alla Strategia linguistica 2004 e al concordato HarmoS (all’epoca in fase di consultazione). Come la relativa disposizione del concordato HarmoS (art. 4 cpv. 1), anche la LLing esige che l’insegnamento delle lingue nazionali tenga conto degli aspetti culturali di un Paese plurilingue. Con questa precisazione, il legislatore ha voluto esprimere che l’insegnamento delle lingue nella scuola obbligatoria deve perseguire obiettivi non soltanto linguistici, ma anche politici, tesi alla comprensione reciproca, dato che l’apprendimento di un’altra lingua nazionale favorisce anche l’acquisizione di competenze culturali e lo scambio fra le comunità linguistiche.

1.3 Alternative esaminate e soluzione scelta

Interventi parlamentari a livello federale

Gli ultimi sviluppi nei Cantoni sono sfociati in una serie di interventi parlamentari a partire dal giugno del 2025: le interpellanze Piller Carrard (25.3587) e Candinas (25.3766) esortano il Consiglio federale a valutare la situazione e le necessità di intervento, mentre le interpellanze Brizzi (25.4330) e Brenzikofer (25.4302) chiedono informazioni sullo stato dei programmi di scambio (per insegnanti, allievi, persone in formazione professionale) attuati dalla Confederazione. La mozione Prelicz-Huber (25.3772) ritiene necessario un piano di misure per le lingue nazionali. I postulati Christ (25.4009) e Weber (25.4079) incaricano invece il Consiglio federale di fornire una panoramica della formazione dei docenti di lingue straniere nonché dei programmi, dei contenuti e degli obiettivi nell’insegnamento delle lingue. La mozione Hurni (25.4017), a sua volta, esorta il Consiglio federale ad adottare le misure legislative necessarie per rendere obbligatorio l’apprendimento di una seconda lingua nazionale in tutti i Cantoni a partire dalla scuola

8 RS 441.1