Rapporto esplicativo

Consultazione 2026/55: Modifica della legge federale sulle lingue · 21 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 11Fedlex · Rapporto esplicativo

utile diverse possibilità di soluzione. Se nel frattempo i Cantoni dovessero attuare la Strategia linguistica e astenendosi dal prendere decisioni che si discostano dai principi in essa formulati, non sarebbe più necessario modificare la legge. In tal caso, il Consiglio federale rinuncerebbe a presentare un progetto al Parlamento.

La necessità di un intervento da parte della Confederazione è motivata dalla politica linguistica, da cui emana la responsabilità di garantire la comprensione fra le comunità linguistiche della Svizzera, sia dalla politica educativa, che impone il dovere di armonizzare il settore scolastico onde garantire la permeabilità dello spazio formativo svizzero (politica educativa).

− Comprensione fra le comunità linguistiche: la preservazione e la promozione del

plurilinguismo fanno parte dell’identità nazionale svizzera. Sin dal preambolo, la Costituzione federale esprime la determinazione del popolo svizzero e dei Cantoni di «vivere la loro molteplicità nell’unità, nella considerazione e nel rispetto reciproci». Ciò si traduce in un compito congiunto di Confederazione e Cantoni, che devono impegnarsi a tutelare e promuovere il plurilinguismo e a rafforzare la comprensione fra le diverse comunità linguistiche del Paese (art. 70 Cost.). L’insegnamento delle lingue riveste un’importanza fondamentale per il plurilinguismo delle persone e per la loro capacità di comprendere la diversità linguistica e culturale della Svizzera. Per la coesione di una nazione fondata sulla volontà, la comprensione reciproca nelle lingue nazionali è essenziale. L’insegnamento di queste lingue non è quindi una mera materia scolastica, ma è espressione del rispetto reciproco tra le comunità linguistiche e rappresenta un pilastro dell’identità svizzera.

Nel rapporto del 26 ottobre 2000 sull’iniziativa parlamentare 00.425 depositata da Didier Berberat («Insegnamento delle lingue ufficiali della Confederazione»), la Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N) ha affermato che «una lingua è molto più di un mezzo di comunicazione: chi dice lingua, infatti, dice cultura. La lingua veicola il patrimonio spirituale, le emozioni e la sensibilità politica. Implica il contatto con i vicini e richiede rispetto, in particolare il rispetto della maggioranza verso le minoranze. Funge da ponte perché getta le basi per il dialogo. Per tutti questi motivi, la lingua ha una grande importanza simbolica. [...] Apprendere una lingua nazionale significa innanzitutto familiarizzarsi con un’altra cultura nazionale e imparare a conoscere un altro modo di pensare e di vedere». Secondo la commissione, questo processo di apprendimento contribuisce enormemente alla coesione nazionale, il cemento invisibile che tiene unito il nostro Paese.»

Soluzioni cantonali unilaterali – suscettibili di svantaggiare l’apprendimento di una seconda lingua nazionale, per esempio se nella scuola elementare l’unica lingua straniera insegnata fosse l’inglese – sarebbero problematiche per motivi di politica linguistica, in quanto metterebbero a rischio la coesione nazionale e la comprensione fra le comunità linguistiche e sarebbero irrispettose nei confronti delle minoranze linguistiche e culturali.

− Qualità e permeabilità dello spazio formativo svizzero: le disposizioni costituzionali

in materia di formazione obbligano la Confederazione e i Cantoni a cooperare e a coordinarsi. In particolare, spetta loro provvedere a un’elevata qualità e permeabilità dello spazio formativo svizzero (art. 61a cpv. 1 Cost.). Affinché questi obiettivi