Rapporto esplicativo
Consultazione 2026/55: Modifica della legge federale sulle lingue · 21 pagine
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Rapporto esplicativo
1 Situazione iniziale
1.1.1 Armonizzazione dell’insegnamento delle lingue nella scuola dell’obbligo
Nella Svizzera plurilingue l’apprendimento delle lingue a scuola riveste tradizionalmente una grande importanza. I primi Cantoni introdussero l’insegnamento del francese o del tedesco nella scuola elementare già dagli anni Settanta del secolo scorso. Nel 1975 la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) raccomandò ai Cantoni di fissare al quarto o quinto anno scolastico l’inizio dell’insegnamento di una seconda lingua straniera1.
Negli anni Novanta emerse la necessità di elaborare una nuova concezione per l’insegnamento delle lingue. Tra i fattori scatenanti vi furono, da un lato, le nuove conoscenze acquisite dalla ricerca sull’apprendimento e la didattica delle lingue e, dall’altro, il fatto che alcuni Cantoni stavano pianificando di anticipare lo studio dell’inglese alla scuola elementare (sull’esempio del Cantone di Zurigo e del suo «Schulprojekt 21»).
Nel 2001 la CDPE emanò ulteriori raccomandazioni che però non furono attuate in ragione dei disaccordi sull’ordine in cui introdurre le diverse lingue nell’insegnamento. Nel 2004 la CDPE elaborò infine una «Strategia nazionale finalizzata all’ulteriore sviluppo dell’insegnamento delle lingue in Svizzera» (di seguito: «Strategia linguistica 2004»)2, la quale prevede l’apprendimento di due lingue straniere – una seconda lingua nazionale e l’inglese – a partire dalla scuola elementare. Stabilisce inoltre che la prima lingua straniera debba essere insegnata al più tardi dal terzo anno scolastico (HarmoS 5) e la seconda al più tardi dal quinto anno (HarmoS 7). Per questo la strategia è comunemente denominata «modello 5/7»3. L’ordine di introduzione delle varie lingue d’insegnamento è coordinato all’interno di ciascuna regione linguistica.
In questo contesto, statuire l’insegnamento delle lingue nella scuola elementare è di fondamentale importanza. A questo livello gli allievi non sono ancora stati selezionati per i percorsi di formazione successivi e quindi l’insegnamento è uguale per tutti. Inserire la seconda lingua prima della fine delle elementari garantisce che tutti i bambini e le bambine, per almeno una parte della scuola obbligatoria, vengano a contatto con questa lingua e con la cultura che rappresenta. E ciò avviene in un contesto educativo in cui i risultati e le valutazioni non sono ancora rilevanti come nei livelli scolastici successivi.
1 Raccomandazioni e decisioni del 30 ottobre 1975 concernenti l’introduzione, la riforma e il coordinamento sul piano didattico della seconda lingua nazionale per tutti gli allievi nell’obbligo scolastico.
2 Insegnamento delle lingue nella scuola dell’obbligo: strategia della CDPE e piano di lavoro per il coordinamento nazionale. Decisione dell’Assemblea plenaria della CDPE del 25 marzo 2004.
3 Con il concordato HarmoS (Accordo intercantonale sull’armonizzazione della scuola obbligatoria) diventano obbligatori due anni di scuola dell’infanzia (ciclo di entrata). Il livello elementare dura quindi otto anni, il livello secondario di regola tre. Per una migliore comprensione, nel presente rapporto il numero di anni scolastici è indicato sia secondo il sistema tradizionale sia secondo il sistema HarmoS.