Rapporto esplicativo

Consultazione 2026/90: Pachetto d’ordinanze in materie ambientale, primavera 2027 · 18 pagine

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Conclusione Nell’allegato 1 capoverso 1 OSiti è introdotto un valore di concentrazione totale

di 200 ng TEQ/l per almeno 16 PFAS. Questo valore è giudicato applicabile, economico e proporzionale e, qualora possibile, coincide con altri valori limite.

Questo valore di concentrazione totale è stato valutato accettabile dal punto di vista tossicologico, tanto più che, secondo l’articolo 9 OSiti, nel settore di protezione delle acque Au (acque sotterranee utilizzabili) si applica il valore di concentrazione dimezzato, vale a dire 100 ng TEQ/l.

Valore di concentrazione totale (valore K) secondo l’all. 1 OSiti ai fini della protezione delle acque sotterranee: 200 ng TEQ/l per Σ almeno 16 PFAS Settore di protezione delle Au Altri settori acque

Necessità di risanamento 100 ng TEQ/l 400 ng TEQ/l

(art. 9 cpv. 2)

Necessità di sorveglianza 20 ng TEQ/l 80 ng TEQ/l

(art. 9 cpv. 1) (10 % valore K) (40 % valore K)

Tabella 1 – Panoramica dei valori di concentrazione totali per le PFAS conformemente all’OSiti ai fini della valutazione della necessità di sorveglianza e di risanamento nel settore di protezione delle acque Au e in altri settori.

Dalla fine di agosto 2025, il valore di concentrazione totale di 200 ng TEQ/l è applicato dai Cantoni previa approvazione dell’UFAM nei singoli casi (all. 1 cpv. 1 secondo periodo OSiti) e finora si è rivelato applicabile.

Nel diritto in materia di siti contaminati sussiste una sicurezza maggiore in relazione all’acqua potabile e alla salute pubblica: se nelle captazioni di acqua sotterranea vengono accertate PFAS provenienti da un sito, questo deve essere risanato (art. 9 cpv. 2 lett. a OSiti).

4.2 Introduzione dei FTE da applicare nel calcolo del valore di concentrazione totale per le PFAS (all. 1 cpv. 6 OSiti)

Nel capitolo 4.1 sono stati spiegati i motivi che hanno portato all’introduzione di un valore di concentrazione totale anziché di valori di concentrazione basati su singole sostanze. Riflessioni analoghe valgono anche per la ponderazione della tossicità.

Le PFAS comprendono un grande gruppo di composti con strutture chimiche differenti. Tali differenze influenzano la loro tossicità, la bioaccumulazione, come pure il modo in cui hanno effetto nel corpo. In generale le PFAS a catena lunga sono più tossiche dei composti a catena corta a causa della maggiore bioaccumulazione e della degradazione più lenta nel corpo. Il pari trattamento di tutte le PFAS sottovaluterebbe potenziali rischi, favorendo strategie inefficienti di regolamentazione, oppure li sopravvaluterebbe causando limitazioni drastiche. Se si procedesse a una ponderazione paritetica delle singole sostanze, le PFAS a catena corta, in genere molto più mobili, confluirebbero in misura sovraproporzionale nella somma, il che causerebbe, considerata la loro tossicità, inutili risanamenti con costi elevati.

In una pubblicazione del 2021 (Bil et al. 2021) l’istituto nazionale dei Paesi Bassi per la salute pubblica e l’ambiente (RIVM) ha illustrato come si può quantificare la tossicità di