Rapporto esplicativo

Consultazione 2026/90: Pachetto d’ordinanze in materie ambientale, primavera 2027 · 18 pagine

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1 Situazione iniziale

Le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) sono un gruppo di diverse migliaia di sostanze chimiche industriali sintetiche utilizzate in larga misura dagli anni Settanta. Numerose PFAS sono liporepellenti, antimacchia, idrorepellenti ed estremamente stabili dal punto di vista termico e chimico. Queste particolari proprietà sono il motivo per cui tali sostanze vengono impiegate ancora oggi in innumerevoli prodotti e processi, ad esempio nelle schiume antincendio, nei rivestimenti antiaderenti degli utensili da cucina, in tessili liporepellenti e idrorepellenti, in carta e cartone rivestiti, nella plastica o in dispositivi medici. Il rovescio della medaglia di queste proprietà è che le PFAS non sono praticamente biodegradabili e rappresentano un rischio per la salute e l’ambiente, dal momento che si accumulano nel corpo umano, negli organismi, in animali, sedimenti e piante. Inoltre, è noto che singole PFAS (p. es. l’acido perfluoroottansolfonico [PFOS] e l’acido perfluorottanoico [PFOA]) abbiano effetti dannosi per la salute.

Oggi si contano numerosi siti inquinati a causa dei molteplici impieghi delle PFAS. Gli inquinanti finiscono nel suolo, nel sottosuolo, nelle acque sotterranee o nelle acque superficiali, mettendo in pericolo le persone e l’ambiente. Ai fini della valutazione nell’ambito di una stima della minaccia per un’eventuale necessità di sorveglianza o di risanamento, l’ordinanza sui siti contaminati (OSiti; RS 814.680) elenca cosiddetti valori di concentrazione negli allegati 1–3. Se nell’OSiti non sono stati fissati valori di concentrazione per un inquinante, questi vanno definiti dai Cantoni e trasmessi all’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) per l’approvazione dei singoli casi. Negli ultimi anni sono già stati registrati oltre 250 casi simili in relazione alle PFAS.

Nel 2022 la consigliera agli Stati Maret aveva chiesto tramite la mozione 22.3929 di definire valori specifici per le PFAS nelle ordinanze concernenti i rifiuti, i siti contaminati, il suolo e per l’immissione nelle acque. La mozione era stata adottata il 6 giugno 2023. L’UFAM, con il sostegno di un gruppo di lavoro costituito tramite la Conferenza dei capi dei servizi per la protezione dell’ambiente della Svizzera (CCA), aveva in seguito elaborato i valori di concentrazione totali per le PFAS negli allegati 1 e 3 OSiti.

Con la presente modifica di ordinanza si adempie alla mozione Maret nel settore dei siti contaminati. Nell’allegato 1 OSiti è definito un valore di concentrazione totale ponderato in base alla tossicità per le PFAS. La base più importante a tal fine è stata la valutazione scientifica più recente della tossicologia umana dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA, 2020). Inoltre, è stato ripreso il principio del fattore di potenza relativa introdotto il 30 marzo 2026 nell’Unione europea con la direttiva quadro sulle acque. Il valore di concentrazione totale ponderato in base alla tossicità per le PFAS è stato sottoposto a una verifica dell’attuabilità. In questo contesto sono stati valutati diversi criteri (p. es. numero ragionevole di siti che devono essere risanati o costi) insieme al gruppo di lavoro sopra menzionato. Il risultato è un valore di concentrazione totale ponderato in base alla tossicità basato su fondamenta di tossicologia umana e, secondo le conoscenze attuali, giudicato applicabile, economico e proporzionale.

Nell’ambito della mozione Maret sono stati elaborati valori anche per il settore dei rifiuti. Tali valori saranno definiti in modo vincolante nell’ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti (ordinanza sui rifiuti, OPSR; RS 814.600). Al contempo, l’aiuto